24 maggio 2013

Pulp Fiction

Con "Pulp Fiction" Quentin Tarantino accresce la sua fama e diventa un punto di riferimento per i cineasti.
Il suo stile è innovativo, i dialoghi sono il suo forte.

In "Pulp Fiction" i personaggi dicono un sacco di cazzate. Oh, sì, ve lo dico proprio chiaramente. Una marea di evitabili parole, discorsi assurdi... che funzionano alla grande!
In questi dialoghi/deliri i personaggi appaiono senza filtro, sembrano più tosti, spudorati, interessanti rispetto alla media perché non temo di dire ciò che gli passa per la testa.
Gli attori recitano con convinzione, le battute hanno ritmo. Quello che succede conta poco, tutto è nelle parole. Per questo Tarantino può concedersi di raccontare la sua storia frammentando l'ordine cronologico. Anzi, le sue storie.
Provo a metterle in ordine.

Jules (Samuel L. Jackson) e Vincent (John Travolta) devono recuperare una valigetta per conto del loro capo Marcellus Wallace (Ving Rhames). Entrano in un alloggio diviso da quattro giovani. Ne uccidono due. Uno dei ragazzi è nascosto nel bagno, tenta di difendersi, esce e spara sui due malviventi senza ferirli. Jules è toccato dall'avvenimento, per lui è un segno di Dio. Uccidono il giovane che ha tentato di colpirli e portano via l'altro ragazzo.
Mentre sono in macchina, inavvertitamente, Vincent spara al ragazzo (scena ripresa in chiave comica da Aldo, Giovanni e Giacomo in "Così è la vita").
Con la macchina sporca di sangue chiedono rifugio a un amico (un 30enne e carino Quentin), giusto il tempo di sbarazzarsi del cadavere e darsi una ripulita. Chiamano il loro capo Marcellus che in loro soccorso invia Mr Wolf (Harvey Keitel).
Risolto il problema con la macchina, con abiti ridicoli ma puliti e la valigetta, Jules e Vincent si fermano in una tavola calda.
Qui, due innamorati (Tim Roth e Amanda Plummer) mettono in atto una rapina sicuri di avere facile riuscita.
Dovranno fare i conti con Jules che per fortuna si sente miracolato e deciso a cambiare vita, lascia andare i due rapinatori.
Vincent ha ancora quei ridicoli vestiti quando in serata va dal capo per consegnargli la valigetta. Vincent ha uno scambio di battute con il pugile Butch (Bruce Willis), poi si avvicina a Marcellus che lo accoglie con un abbraccio.
In serata per Vincent c'è un altro incarico delicato, deve far divertire la moglie del capo, Mia (Uma Thurman).
Il più grosso tormento di Vincent è la paura di spingersi oltre, di fare qualcosa, anche un gesto innocente che possa infastidire e suscitare l'ira di Marcellus.
Si comporta bene con Mia, l'accontenta vincendo con lei una gara di ballo. Quando la riporta a casa, lei lo invita a bere qualcosa. Preoccupato, Vincent si chiude in bagno per decidere come comportarsi e concludere la serata senza problemi.
Quando raggiunge Mia la trova in overdose. In panico la porta dall'amico Lance (Eric Stoltz) che gli suggerisce di farle un'iniezione di adrenalina. Vincent riesce miracolosamente a salvarla.
Vincent e Mia sono d'accordo sul non raccontare nulla a Marcellus.

Butch è stato pagato da Marcellus per perdere un incontro. Ma il pugile, per orgoglio (ricorda la storia dell'orologio di suo nonno e di suo padre eroi di guerra) e per denaro, decide di scommettere a suo favore e andare sul ring e vincere. Addirittura uccide l'avversario. Dopo l'incontro fugge in taxi, raggiunge la sua fidanzata Fabienne (Maria de Medeiros) in un motel.
Il mattino seguente i due devono partire il prima possibile, meta Knoxville in Tennessee.
Però Butch non trova l'orologio vecchio e irrinunciabile cimelio di famiglia, pur sapendo di correre gravi rischi, torna a casa per recuperarlo.
A casa sembra tutto tranquillo, invece c'è un killer di Marcellus ad attenderlo. Si tratta di Vincent. Butch coglie di sorpresa Vincent e lo uccide.
Butch fugge con l'auto della sua ragazza. Al semaforo incrocia Marcellus. Butch temendo la reazione di Marcellus prova a investirlo. Marcellus crolla a terra ferito, Butch si schianta contro un muro. I due, se pur mal ridotti, si inseguono... finché non giungono in un negozio di pegni.
Qui vengono catturati, legati e torturati dal proprietario del negozio e da un suo complice, un poliziotto corrotto.
Butch riesce a liberarsi, armato di una katana trovata nel negozio, decide di non abbandonare Marcellus nelle mani di quei sadici stupratori omosessuali. Sfonda la porta e trafigge il proprietario del negozio. Marcellus chiede di poter occuparsi dell'altro, del poliziotto.
Marcellus è disposto a dimenticare lo sgarbo di Butch a patto che lui non torni mai più in città e non dica mai a nessuno quello che ha visto.
A Butch sta bene, prende la moto (no, è un chopper!) del poliziotto per tornare dalla sua fidanzata e partire con lei.


7 nomination, 1 Oscar nel 1995 come miglior sceneggiatura originale.

5 COMMENTI:

  1. Il mio film preferito in assoluto.
    Uno zapping a-temporale sul mondo pop di piccoli e grandi criminali.

    Moz-

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  2. Da anni non vedo "Pulp fiction", grazie per lo spunto.

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  3. La scena dell'adrenalina intracardiaca mi fa morire ogni volta!

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    1. Da una immezzo a quelle cose probabilmente.

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  4. E' l'avvio di un sottogenere del Crime, quello di pistole, caxxoni e caxxate da dire, in cui Guy Ritchie ha dato spesso. Non hai parlato della colonna sonora, e me ne dispiace. Buonissimo il tentativo di riordinare la trama.

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