20 dicembre 2019

Il Primo Natale

Valentino (Picone) è un prete ossessionato dal presepe e dalla preghiera. Niente e nessuno sembra poterlo dissuadere dalla ferma convinzione che tutto si può ottenere pregando.
Ad esempio, si rompe un tubo a casa? Pregate, si aggiusterà.

Non crede a nulla Salvo (Ficarra). Ciò che apprezza delle chiese sono gli ori e le opere d'arte che ruba e rivende per avere una vita agiata.

Salvo viene sorpreso durante un furto da don Valentino, il prete lo rincorre per recuperare il prezioso bambinello (a lui caro più per ragioni affettive che materiali!) e accidentalmente i due finiscono nell'anno 0.
Come tornare nel 2019? Valentino propone di cercare la Madonna e chiedere un miracolo. Salvo è poco convinto (anzi, non lo è affatto!), ma non avendo altra scelta...

Molti hanno paragonato il film a "Non ci resta che piangere" (1984) con Troisi e Benigni, ma a parte il viaggio nel tempo e una coppia di attori ben affiatata, non trovo altre similitudini.
Non so se delle battute de "Il primo Natale" riusciranno a restare nella storia, ma è un buon film per famiglie. Il "cattivo" della storia, Erode (Massimo Popolizio), sembra disegnato dalla Disney, mi fa pensare ad Ade di "Hercules". Le immagini del deserto (girate in Marocco), soprattutto se viste al cinema, affascinano e fanno sognare. La morale del film è nelle parole della Madonna: "I miracoli più grandi li fanno gli uomini". Tradotto: datevi una mossa! Per tante buone azioni basta la vostra volontà!

Devo dire che Ficarra e Picone, finora, non mi hanno mai delusa.
In particolare, "La matassa" (2009) mi ha colpita per l'intreccio narrativo; "Andiamo a quel paese" (2014) che sottolinea la mancanza di lavoro e l'invecchiamento della popolazione con tutte le tragicomiche conseguenze; "L'ora legale" (2017) lo consiglio per come ci descrive alla perfezione, nel nostro Paese facciamo a cazzotti con la legalità. Ci piace in teoria ma non nella pratica.



0 COMMENTI:

Posta un commento

 
Back to top!