21 dicembre 2019

C'era una volta a...Hollywood

Quando ho saputo che Quentin Tarantino avrebbe girato un film con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt: "Cavolo! Ma questo è il film dei miei sogni! Se avessi avuto abbastanza denaro per fare la produttrice, io avrei scelto loro, sempre... o almeno il più spesso possibile!".

Poi sono arrivate altre indiscrezioni, dicevano che il film avrebbe raccontato l'assassinio di Sharon Tate, moglie di Polanski (interpretata da Margot Robbie), ad opera di un gruppo di pazzi fanatici. Non fu l'unica vittima. Vennero uccisi brutalmente anche quattro suoi cari amici e il bambino che portava in grembo. "Ahi. Non mi piace. Operazione rischiosa. E non è nemmeno da Tarantino ricostruire fedelmente degli eventi..."

Infatti, non l'ha fatto. Non vedrete una specie di film documentario su quella terribile strage. Il film è più un "Se solo le cose fossero andate così...". Che come titolo sarebbe stato anche più carino di questo "C'era una volta a... Hollywood" che non mi dice niente.

SPOILER!!!
I fanatici sono descritti come degli hippy un po' troppo sballati, che decidono di uccidere chi aveva insegnato loro come uccidere: i divi della tv. In effetti, si potrebbe dire che quasi l'80% dei programmi tv spiega, racconta o mostra delitti! Entrano nella villa di un attore diventato famoso (beh, non così tanto!) per una serie in cui interpretava un cacciatore di taglie. L'attore, con l'aiuto del suo fidato stuntman e della cagnolina di quest'ultimo, riuscirà a sventare il loro assalto.
Così si salverà Sharon, incinta di otto mesi, e i suoi quattro amici.
Il finale è stato toccante. Di una dolcezza insolita per Tarantino.

In "Bastardi senza Gloria" si è vendicato dei nazisti.
In "Django Unchained" la fa pagare agli schiavisti.
Questa volta, riscrive una drammatica storia di Hollywood per salvare degli innocenti.

Tarantino sarà anche famoso per fare del cinema molto violento, ma sa da che parte schierarsi.






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