25 novembre 2014

Scusate se esisto!

Serena Bruno (Paola Cortellesi) è un genio... incompreso! Soprattutto qui in Italia!
Nasce ad Anversa degli Abruzzi, un piccolo paesino. Già dalla più tenera età mostra un grandissimo talento per il disegno e una passione per le costruzioni. I familiari non colgono subito il suo potenziale, ma la ragazza non si arrende, crede in se stessa e prosegue gli studi con successo. Si laurea con lode in architettura e colleziona master e incarichi prestigiosi all'estero.

Ma non si vive di solo lavoro! Il clima freddo, i pasti sconditi, la mancanza degli affetti, in particolare di un amore tutto suo, le fanno pensare con nostalgia all'Italia.

Torna in Patria e riparte da zero, dividendosi fra tre lavori per tirare a campare.
Uno di questi lavori, le permette di incontrare Francesco (Raul Bova).

Finalmente il destino sembra offrirle una grande opportunità! Non solo dal punto di vista affettivo, ma anche lavorativo!
Per puro caso si imbatte in un manifesto di un concorso: cercano progetti per la riqualificazione del Corviale.
L'occasione è importane, e Serena ha già una buona idea in mente.
Peccato che, quando si presenta al colloquio: "L'architetto Bruno Serena dov'è?"
Presa dal panico, invece di spiegare l'equivoco, decide di spacciarsi per l'assistente dell'inesistente architetto Serena.

Scoprirà di non essere l'unica a fingere per mantenersi il lavoro!
Ma lo scontro più duro l'avrà con Michela (Lunetta Savino), una donna estremamente preparata e intelligente che si è accontenta di vivere all'ombra del suo capo (Ennio Fantastichini).
Se Michela avesse avuto più coraggio, avrebbe già aperto la strada per le nuove generazioni.

C'è un solo modo per abbattere il maschilismo e i pregiudizi in generale: dimostrare coi fatti che si sbagliano.

"Scusate se esisto!" è una commedia dove nulla è scontato. Fa riflettere e divertire.
Paola Cortellesi e Raul Bova, diretti dal regista Riccardo Milani, sono assolutamente perfetti nei loro ruoli. Questo è il loro secondo film insieme, ed è molto meglio del precedente "Nessuno mi può giudicare".

1 COMMENTI:

  1. Commedia gradevole con risvolti farseschi (la videoconferenza "giapponese", ad es.)
    Bova è poco credibile e non esiste che un affermato professionista (in questo caso, un'affermata) lasci Londra per vivacchiare in Italia; ma non è necessario che una commedia sia verosimile (se fosse così dovremmo cancellare centinaia di capolavori, da Aristofane a Dario Fo)

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