03 giugno 2016

Alice attraverso lo specchio - Alice Through the Looking Glass

Inizia il film e penso: devo aver sbagliato sala, questo al massimo è il nuovo film dei Pirati dei Caraibi! Va be', tanto c'è sempre Johnny Depp tra i protagonisti...
Poi appare Alice (Mia Wasikowska), e anche qui mi assale un dubbio: non sarà mica i live action di Lady Oscar?! L'uniforme è molto simile, perché sì, Alice indossa un'uniforma da capitano.

Quando Alice torna a terra, a casa, riprende subito a bisticciare con la madre in stile "Ribelle - The Brave", con medesima conclusione "Non vorrei mai essere come te!".  La doppiatrice della madre di Alice è la stessa della madre di Merida, il che mi ha reso davvero impossibile non fare un collegamento tra i due film.

Delusa dalla vita reale, Alice attraversa lo specchio, come dice il titolo, e ritorna a Sottomondo.
Il suo più caro amico, il Cappellaio Matto, non è più lo stesso. Si sta lasciando andare nella più cupa depressione, l'unico modo per salvarlo è riportargli la sua famiglia. Peccato siano tutti morti (come spiegato nel primo film, Alice in Wonderland).
Ma Alice non sarebbe lei, se non tentasse di sfidare l'impossibile!
Sotto consiglio della Regina Bianca, ruberà la Cronosfera per viaggiare nel tempo e salvare la famiglia del Cappellaio.
E qui diventa anche fin troppo facile pensare a film come "La macchina del tempo", "Ritorno al futuro" e il resto della serie.
L'orologio nel palazzo del Tempo, mi ricorda "Hugo Cabret". Anche i piccoli robot. No, forse quelli li collego di più a L'Uomo di Latta de "Il mago di Oz". Così come l'idea di abbinare cuore e orologio: si ferma uno degli orologi al palazzo del Tempo, muore una vita a Sottomondo.
Il Tempo è impersonato da Sacha Baron Cohen. Non so perché, l'hanno vestito come un samurai. Che sia un omaggio a "L'ultimo samurai"?
Intanto, mi ritrovo a riflettere sul fatto che questo sia il secondo film di Cohen con Depp... ed ecco che ripenso alla loro sfida da barbieri in "Sweeney Todd".
Nel finale, c'è un momento in cui il Cappellaio mi ricorda troppo l'altrettanto eccentrico Willy Wonka de "La Fabbrica di Cioccolato", altro mitico personaggio di Depp.

Adesso, o io ho visto troppi film e gli effetti collaterali iniziano a farsi sentire, o gli sceneggiatori, incapaci di utilizzare il testo originale di Carroll ("Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò") , sono andati a riciclare le solite idee che al cinema funzionano sempre.
Non sento di poter escludere nessuna delle due ipotesi.

Nonostante tutto, alcuni momenti di noia compresi, mi ha fatto piacere rivedere in azione tutti i personaggi (e gli attori!) del primo film, e scoprire qualche dettaglio in più su di loro.
Questa coraggiosa e ostinata sfida verso l'impossibile di Alice, mi ha ricaricata di energie. E vi assicuro, non mento, all'uscita una farfalla ha iniziato a svolazzarmi attorno, e lì, l'unica cosa che ho pensato è stata: "Ciao, Brucaliffo!".

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