24 novembre 2014

La scuola più bella del mondo

Il preside Filippo Brogi (Christian De Sica), a capo di un'esemplare scuola media in Toscana, pur di vincere la Festa dei Giovani (una gara canora tra scuole) è disposto a tutto! Anche a sfruttare le disgrazie di poveri bambini Africani.

Il preside Arturo Moscariello (Lello Arena), per salvare la sua scuola ad Acerra in Campania, invia una lettera al Presidente Napolitano. La scrive utilizzando un computer mezzo scassato, in un'aula insegnanti provvisoria (da più di trent'anni) sistemata nei bagni degli studenti. Questo per farvi capire quanto è drammatica la situazione!!

Per errore, l'invito del preside Brogi, invece che in Africa, ad Acrra, arriva ad Acerra.
Il preside Moscariello immagina sia la risposta di Napolitano al suo appello!

L'equivoco porta gli studenti campani in Toscana.
Davanti allo striscione degli studenti toscani "Benvenuti Africani!", ovviamente la reazione dei giovani campani non è delle migliori! Parte la rissa... e in seguito un simpatico scambio culturale tra Nord e Sud.

Da una parte il rigore, l'applicazione e la competitività, dall'altra una selvaggia creatività frenata solo da una malinconica rassegnazione. Queste le anime del Nord e del Sud (a detta degli sceneggiatori!) rappresentate dai giovani studenti, ma soprattutto dagli adulti che si occupano di loro: De Sica in versione preside modello e Rocco Papaleo, insegnante per ripiego.

Oltre al solito confronto Nord-Sud tanto caro, anche fin troppo caro, al regista Luca Miniero (basti pensare ai suoi ultimi film "Benvenuti al Sud", "Benvenuti al Nord" e "Un boss in salotto" tutti giocati su questo tema), si pone anche un piccola riflessione sul mestiere d'insegnante.
Cosa fare per ottenere il meglio dagli alunni? Ferrea disciplina o concedergli delle libertà?

Ho ripensato un po' alla mia esperienza di studente... non saprei cosa suggerire a un insegnante!!
Voi cosa ne pensate? Avete in mente l'identikit dell'insegnante ideale?
Magari addirittura qualche idea per rinnovare la scuola italiana?

2 COMMENTI:

  1. da parte mia (ripensando alla mia esperienza di insegnante) sono altrettanto incerto...
    dipende dai casi
    con la maggior parte degli alunni la disciplina è "condizione necessaria ma non sufficiente", sennò ti trovi in un circo equestre; ma ci sono alunne/i a cui si DEVE dare corda, incoraggiando la laro creatività

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  2. Non esiste una soluzione semplice per un problema complesso.
    Gli alunni rispecchiano il mondo degli adulti e come questo presentano culture, esigenze, interessi e comportamenti differenziati. In questo groviglio l'insegnante deve cercare l'equilibrio possibile e sostenere i ragazzi nello sviluppo della cultura, del senso critico e della creatività. L'insegnamento è soprattutto relazione tra insegnante e ragazzi. In quasi quarant'anni pur insegnando la stessa disciplina non mi sono mai annoiato, perché le lezioni non sono state mai uguali.

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