Durante l'elezione di Miss Italia il professor Ugo Casamandrei (Totò) si innamora di Doriana (Isa Barzizza) giornalista e giurata. Per compiacerla fa eleggere reginetta di bellezza la sorella.
Ma lei è innamorata di un giovane collega, Bruno (Walter Chiari), e comunica al professore che lo sposerà solo se vincerà il Giro d'Italia. Fatto del tutto improbabile, non solo al prof mancano anni di allenamento, mancano le basi! Non sa andare in bici.
Ma il prof non si arrende. Tenta di imparare, ma è un fallimento totale.
Per poter vincere l'unica è firmare un patto con il diavolo...e lo fa!
Tappa dopo tappa, contro Coppi e Bartali grandi campioni del ciclismo italiano, il professore ha la meglio. Senza sudore nè fatica. Vince, vince e vince!
Ma Doriana continua a ignorarlo. Casamandrei impreca contro il diavolo Filippo (Carlo Micheluzzi), che sentendosi nominare appare e chiarisce al professore i dettagli del contratto. Ha firmato per vincere il Giro non per avere Doriana. Vinto il Giro, Casamandrei dovrà morire per consegnare la sua anima al diavolo come da contratto. Questo il prof non l'aveva messo in conto!
Quando Doriana scopre che il professore è in pericolo di vita per amor suo cerca di aiutarlo a perdere il Giro. Ma i loro stratagemmi non possono nulla contro il diavolo.
A pochi km dal traguardo il diavolo si presenta a casa del professore, è pronto a prendere la sua anima. Ma trova la madre del professore (Giuditta Rissone)... "Si sa, le donne ne sanno una più del diavolo, e un mamma vale dieci donne!".
Lieto fine assicurato per un film allegro, che fissa nella memoria i grandi campioni e la passione per il ciclismo che in quegli anni accendeva gli italiani.
Il film è del 1948, il primo film in cui il nome di Totò appare nel titolo. Dal 1947 Totò è inarrestabile, gira film a tutto spiano. Per una media di 4 film all'anno. Nel 1950 e poi nel '58 arriva addirittura a 7 film in un anno! Totò si è dedicato alla recitazione fino alla fine dei suoi giorni, con dei ritmi che nessuno potrà mai eguagliare.
Nel cast, oltre a Isa Barzizza e Mario Castellani, fedeli compagni di scena di Totò, notiamo un giovanissimo Walter Chiari al suo secondo film.
Nel 1946 aveva esordito con "Vanità"in un ruolo drammatico che gli era valso il Nastro d'Argento. Strano pensare a Walter Chiari in un ruolo drammatico, vero?
24 ottobre 2012
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questo film passa spesso in TV; non è un capolavoro, ma ha delle belle pagine (Ninchi nel ruolo di Dante, ad esempio) e soprattutto è un documento storico, mostrando scorci dell'Italia del 48 e i campioni di allora (causa la mia veneranda età io Bobet, Kubler e Magni me li ricordo benissimo)
RispondiEliminaNell'era del doping queste immagini riportano a dei valori. In bianco e nero, ma pur sempre valori.
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