08 maggio 2012

Amore mio aiutami - Polvere di Stelle - Io so che tu sai che io so

Monica Vitti e Alberto Sordi, grande coppia del cinema italiano.
Insieme in tre film, di cui Alberto Sordi ha curato la regia:
"Amore mio aiutami" (1969), "Polvere di stelle" (1973) e "Io so che tu sai che io so" (1982).

In "Amore mio aiutami", Raffaella (Monica Vitti) si innamora pedutamente di un altro uomo, ma non per questo smette di amare il marito... un turbinio di sentimenti contrastanti la confondono e chiede spudoratamente aiuto al marito, che pur di vederla felice la spingerà tra le braccia dell'altro.
- Famosa la scena in cui Giovanni (Alberto Sordi) esasperato dagli eventi picchia la moglie in spiaggia. (Non fu la Vitti a ricevere quei colpi ma Fiorella Mannoia che, allora ancora lontana dalla carriera di cantante, stava seguendo le orme dei genitori lavorando come stuntman. L'ha dichiarato la stessa cantante.)
- Molto spiritosa la scena in cui Monica Vitti indossa un abito nero con una farfalla all'altezza del sedere.


In "Io so che tu sai che io so", Livia Bonetti (Monica Vitti) viene pedinata per sbaglio da un investigatore privato. Scoperto l'accaduto, Livia si affretta a nascondere il materiale girato dal detective.
Il marito Fabio (Alberto Sordi), insospettito, recupera le pellicole e le guarda di nascosto. Scoprirà che pur vivendo sotto lo stesso tetto con la sua famiglia è rimasto estraneo ai loro guai perchè la moglie, per amore, ha sempre cercato di proteggerlo.
Film pesantino, molto drammatico, e sì, diciamo pure che sono poco credibili questi filmati perfetti dell'investigatore, ma ha il suo perchè.



Dalle dinamiche amorose dei film prima citati, in "Polvere di Stelle" si tenta un passo in più, un ritratto storico (vagamente Felliniano) dell'Italia anni '40.
Anche in "Polvere di stelle" non mancherà un tradimento...più di uno. Il primo per salvare gli uomini della compagnia, il secondo per pura passione. Entrambi accettati da Mimmo Adami (Alberto Sordi). Che altro poteva fare? La loro vita è così, fatta di espedienti, di momenti fortunati e cadute rovinose. Sono artisti.
Tutto inizia e tutto finisce alla Galleria Colonna (ora Galleria Alberto Sordi) a Roma dove nessuno riuscirà a credere alla loro avventura.
Dopo una serie di vicissitudini, invece di andare a Venezia a divertire i tedeschi, la compagnia teatrale di Mimmo e Dea si ritrova a Bari.
Bari è stata liberata dagli americani, gli artisti fanno di tutto per guadagnarsi le loro simpatie. Piacciono, iniziano i primi piccoli spettacoli, gli americani gli permettono di esibirsi al Teatro Petruzzelli.
Un grande Teatro, un pubblico che li acclama, non potevano chiedere di meglio. Mimmo e Dea iniziano a fare grandi progetti, già si immagino ad Hollywood... e invece, la fine della Guerra è la fine del loro successo.

Nel film compaiono Carlo Dapporto (allora famosissimo), Alvaro Vitali (agli inizi), ma soprattutto la mitica Wanda Osiris. Strano che si sia prestata a interpretare se stessa in versione vecchia rimbambita e pure un po' stronza. E vaiii con la fiera dei complimenti! Appare così, non è colpa mia!

Più o meno ogni cinque minuti in "Polvere di Stelle" trovano una scusa per cantare:

«Ma 'ndo vai
se la banana non ce l'hai
Bella hawaiana
attacchete a 'sta banana!»

Credo sia il ritornello più brutto e conosciuto di tutti i tempi.




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