23 novembre 2016

In Guerra per Amore

New York, 1943. Arturo Giammaresi (Pif) è innamorato e ricambiato da Flora (Miriam Leone), la bella nipote del proprietario del ristorante in cui lavora come cameriere.
Lo zio vuole per la nipote un buon partito, e le ha già organizzato le nozze con Carmelo, figlio di un boss.
Flora non sopporta i modi bruschi di Carmelo, preferisce una vita umile ma onesta accanto al dolce Arturo.
Per poter annullare le nozze imposte dallo zio c'è un'unica soluzione: Arturo deve tornare in Sicilia e chiedere il consenso al padre di Flora. Se il padre della giovane accetta, la volontà paterna avrà il sopravvento sui piani dello zio.

Come fare per tornare in Sicilia? Arturo non ha abbastanza denaro.
Incontra in un bar un ufficiale americano che gli consiglia di arruolarsi. Stanno organizzando una missione speciale e hanno bisogno di soldati che conoscano la lingua locale, ovvero il siciliano.
E così il nostro eroe si ritrova "In Guerra per Amore".

In Sicilia, Arturo stringe amicizia con il luogotenente Philip Catelli (Andrea Di Stefano). Arturo è convinto di aiutare il luogotenente nel comprendere usi e costumi del luogo, in realtà sarà il luogotenente ad aprirgli gli occhi su ciò sta accadendo: la mafia sta ampliando il suo potere sul territorio con l'aiuto degli americani.

Il film ha un inizio romantico, prosegue in modo divertente e poi di colpo si fa drammatico. Un finale amaro. La narrazione un po' surreale, come è nello stile del regista Pif, si interrompe bruscamente per mostrare dei frammenti originali del rapporto del capitano Scotten, "1943: The Problem of mafia in Italy". Questo film non è tutto una favola, ha un fondo di verità e una denuncia importante da fare. Gli americani sapevano cosa stavano facendo, se ne sono resi conto, ma forse troppo tardi. Altro che liberatori! Hanno aggravato i nostri problemi con la malavita.

Oltre al finale, un po' troppo sbrigativo, non sono nemmeno molto convinta del pretesto narrativo. Il pretesto: chiedere la mano della ragazza. Cosa poteva cambiare? Cosa ha cambiato di fatto all'interno della narrazione? Niente. Solo un modo per la giovane di sentirsi con la coscienza a posto? Il sì del padre non ha annullato di colpo le nozze imposte dallo zio.

A parte questi dettagli, un film interessante, una ricostruzione realistica di quegli anni di guerra.

Che questo Arturo Giammaresi sia il nonno o bis-nonno dell'Arturo Giammaresi di "La mafia uccide solo d'estate"? Arturo, Flora... come mai Pif è così legato a questi nomi? Forse un giorno lo scopriremo.


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