21 maggio 2014

Un fidanzato per mia moglie

Camilla (Geppi Cucciari) e Simone (Paolo Kessisoglu) si sposano ridendo. Lei è meravigliosamente ironica, vitale e sorprendente.
Dopo il matrimonio, come previsto, la coppia si trasferisce a Milano, ma lei, lontana dal suo paese, dal suo lavoro e dalle sue amiche scivola in una profonda depressione che la rende insopportabile.
Camilla si rende conto di aver toccato il fondo e chiede aiuto a suo marito.
Simone aveva già deciso cosa fare per risolvere la situazione: separarsi.
Peccato che, da buon vigliacco, non sia capace di rivelare le sue intenzioni alla moglie!
Mal suggerito dagli amici, ingaggia un seduttore professionista "il Falco" (Luca Bizzarri) per far in modo che sia sua moglie a lasciarlo.
Ma come può corteggiarla il Falco se Camilla se ne sta sempre a casa? Urge trovarle un lavoro per darle una scusa per uscire.
Quel nuovo lavoro farà molto di più. Ridarà a Camilla la vitalità perduta.
Simone si troverà in conflitto tra lo scegliere se andare avanti con il suo squallido piano o recuperare il rapporto con sua moglie tornata bella e simpatica come una volta.

Non è difficile intuire che ci sarà un lieto fine, ma non lo si raggiunge in modo scontato.
Questo film sottolinea l'importanza di avere un lavoro, un proprio spazio. Bisogna consentire all'altro di realizzarsi per poter vivere felici in due.
Ma soprattutto: mai arrendersi alla prime difficoltà. Quando si giura amore l'altro si aspetta un sentimento incondizionato, che non crolli in briciole al primo soffio di vento.

Geppi Cucciari, per la prima volta protagonista, se la cava alla grande.
Anche Paolo Kessisoglu è perfettamente in parte, mentre il suo collega Luca Bizzarri non convince molto come seduttore. Non l'ha aiutato di certo quel look improbabile, la sigaretta elettronica e il trucco che lo invecchiava. Perché quell'aspetto così sgualcito era dovuto solo al trucco, vero?

Il film può vantare anche l'amichevole partecipazione di un'altra coppia comica: Ale e Franz. Si sono divertiti a interpretare una coppia gay.

Inoltre, fatto non trascurabile, almeno per una cinofila cinefila come me, per la prima volta sul grande schermo il bellissimo pastore tedesco di Luca Bizzarri.



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