10 dicembre 2014

Un castello in Italia

Pare che all'ennesima domanda, "Il suo, è un film biografico, vero?", la sceneggiatrice, regista e interprete Valeria Bruni Tedeschi sia andata su tutte le furie.

Non sarà un biografico, ma un quasi, un abbastanza biografico, sì!
Che male c'è ad ammetterlo?
Alcuni riferimenti sono talmente spudorati...

A interpretare la mamma della protagonista, c'è sua mamma.
A interpretare il suo giovane fidanzato, c'è il suo giovane ex fidanzato Louis Garrel.
Il giovane fidanzato, tanto nella finzione del film quanto nella vita vera, è francese, fa l'attore e spesso lavora con suo padre, regista molto apprezzato.
Anche la protagonista, Louise, guarda caso, fa l'attrice, ha un doppio cognome e una doppia nazionalità (italiana-francese) proprio come Valeria Bruni Tedeschi.
Il castello del film è appartenuto davvero alla famiglia Bruni Tedeschi.
Infine, purtroppo c'è un'altra dolorosa somiglianza: il fratello di Valeria, a cui è dedicato il film, è morto di AIDS, come succede al fratello della protagonista di "Un castello in Italia".

C'è veramente tanto del vissuto della regista-attrice, manca solo sua sorella. Nemmeno mezzo riferimento a Carla Bruni, cantante, ex-modella ed ex Première dame di Francia accanto a Sarkozy.

Il nostro Filippo Timi, nel ruolo di Ludovic, fratello di Louise, è bravissimo. Come sempre. Ogni volta è una sorpresa.
Deliziosa anche la mamma, Marisa Borini.
Valeria Bruni Tedeschi non si è cucita addosso una parte facile. Reinterpretare la propria vita, i momenti più difficili e dolorosi, non deve essere stata una passeggiata di salute! La sua Louise è fragile, naif e terribilmente complicata.

"Un castello in Italia" è una commedia drammatica, in pieno stile francese. Vediamo una ricca famiglia andare in crisi e vendere i propri beni, un affascinante uomo spegnersi lentamente vinto dalla malattia, e un donna sconvolta dal disperato desiderio di maternità per sconfiggere la morte, il tempo che passa, la solitudine.

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