Mons. Milingo a Chiambretti Night

Strana collocazione per un Mons. il Night televisivo di Chiambretti.
Però, come ben sappiamo, Milingo non è un vescovo qualsiasi. Da lui, ci si può aspettare davvero di tutto.

Dietro quell'aria paciosa si nasconde un "diavoletto", come lo ha definto Chiambretti. Un termine che ha infastidito il Vescovo, ha capito all'istante quanto sia stato inutile, al suo arrivo in studio, il tentativo di "corrompere" Chiambretti regalandogli un rosario. Al "Chiambretti Night" non si fanno sconti a nessuno. Nemmeno ad un vescovo, nemmeno ad uno con cui Chiambretti ha condiviso il palco del SanRemo 1994 cantando "Kavundu vundu".

Nel 2001 Milingo sposò Maria Sung, in un matrimonio collettivo officiato secondo i riti della setta di Sun Myung Moon, andando contro le norme del codice di diritto canonico, che impediscono a gli uomini di Chiesa di sposarsi. Gli fu imposto di scegliere, Chiesa o Matrimonio? Dapprima ripudiò il matrimonio, poi, anni dopo, il 12 luglio 2006, a sorpresa, è riapparso a Washington in una conferenza stampa, rivelando di essere tornato a fianco della moglie Maria Sung, e di essere deciso a perorare la causa del matrimonio per il clero cattolico. Fonda l'associazione Married Priests Now. Non contento, pur non avendo il mandato pontificio, ha consacrato vescovi alcuni dei suoi preti sposati della associazione.

Chiambretti, dunque, gli chiede: "Lei incoraggia altri preti a sposarsi... Di questo passo, dove andremo a finire?"
"Gesù mai ha dato imposizione al sacerdote di non sposarsi. San Paolo dice chiaramente, io non ho ordine. ... Fra gli apostoli solo Giovanni Evangelista, tutto il resto sposati."
Milingo non si sente in difetto, perchè sui testi sacri non è previsto il divieto di sposarsi. Per forza, l'ordine ecclesiastico, così com'è oggi, Gesù non se lo era nemmeno immaginato!

Si cerca di capire qualcosa di più sul diavolo, attraverso l'esperienza di esorcista del Vescovo.
Il diavolo è uno spirito che può assumere qualsiasi forma, dice Milingo. "Anche di internet? Della televisione? La danza del ventre?", scherza Chiambretti per presentare una ovviamente poco vestita ballerina.
Dopo l'esibizione, parte la pubblicità.


Al rientro dei due minuti buoni di spot, Milingo è teso, Chiambretti confessa che c'è stato "un piccolo inconveniente"....la moglie di Milingo, Maria Sung è furiosa! Non è chiaro se la sua è gelosia patologica oppure, se ad un tratto, si è svegliata ed ha capito quanto sia inopportuna la presenza di un vescovo in uno show simile.
La signora, bella robusta, con stivaletti neri che sembravano di gomma, gonnellona lunga, giacca rossa e borsa da mercato, ha provato a dare due schiaffi al marito!
Chiambretti, in imbarazzo, si è limitato a far la telecronca della inaspettata sceneggiata che ha occupato circa 4 minuti.

Riprende l'intervista, le forme del diavolo..."può essere anche un maiale!"...vabbè possiamo andare avanti così a vita!! Chiambretti ancora "Può essere una donna?", fortunatamente Milingo risponde "Togliamo questo pregiudizio contro le donne. Non è vero che più possedute sono le donne, non è così, i più posseduti sono uomini".
Milingo vanta un numero incredibile di esorcismi. Racconta che i posseduti sono molto simili a quelli visti nei film. Il diavolo è uno spirito, non si vede, ma si può capire che sta uscendo dal posseduto perchè esso sbava, vomita, si agita.
Da non confondere gli esorcisti con streghe e stregoni. Questi ultimi cercano di imparare le arti occulte per fare del male.
Questo sempre a detta di Milingo!

Mons. Milingo chiude con un avvertimento: "Usando il sesso il diavolo distruggerà l'umanità". Vede le prove di ciò nei divorzi, nei figli che uccidono i genitori, o viceversa, violenze, ed ecc...
Rifletteteci e fatemi sapere cosa ne pensate.

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NOVITA'
Ieri Chiambretti è tornato sull'argomento.
Ha mostrato un fuori onda inedito.



Maria Sung ha iniziato ad innervosirsi quando Chiambretti, tentando il colpaccio, ha chiesto a Milingo se sapeva che la cosorte era già stata sposata con un altro.
A quanto pare, Maria Sung, sempre attraverso la setta di Moon, all'incirca nel 1994, aveva sposato un napoletano, per poi lasciarlo dopo due anni mal sopportando la vita in Italia.

Maria Sung non vuole assolutamente parlare delle sue prime nozze, si ostina a negarle forse perchè, il suo precedente matrimonio, sarebbe una evidente macchia, un controsenso nella lotta contro il Vaticano che vorrebbe dividere i due sposi.

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Tale padre (Brad Pitt), tale figlio...

I Brangelina al completo sbarcano a Tokyo! Eh sì, Brad Pitt continua il suo giro promozionale per "The Curious Case of Benjamin Button", film che potrebbe permettergli di vincere il suo primo Oscar come attore protagonista.

I piccoli crescono bene, Shiloh è bellissima, biondissima con le labbra come la mamma. Ed i gemellini come potete vedere nelle foto non sono da meno!

Brad sta già plasmando suo figlio (Knox Leon) ad immagine e somiglianza!


E che dire della gemellina Vivienne Marcheline?

In questa famiglia sono tutti esageratamente belli!

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Doveroso omaggio a Mino Reitano

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The Bastard Son of X-Factor

Ieri, terza puntata della seconda stagione di X-Factor, è tempo di raccogliere un paio di considerazioni sullo show e i concorrenti.

La cosa più bella di X-Factor è l’energia di Fancesco Facchinetti.
Non riuscirà a fare gli acuti del papà Pooh, ma la voce per tenere sveglio il pubblico non gli manca.

La confermata giuria bisticciona anima la serata con discussioni più o meno degne di considerazione. A sorpresa, mentre Mara si è addolcita e Simona si è lievemente erudita, Morgan è diventato l’istigatore di polemiche. Ma a lui tutto è concesso, se Morgan non ci fosse bisognerebbe inventarlo, è l’X Factor fatto in persona.

Quest'anno Simona Ventura si occupa dei ragazzi dai 16-24 anni:


Da sinistra, Serena: bella voce, dolcezza e sensibilità. Peccato che la sua semplicità rischia di renderla invisibile.
Daniele Magro: un cognome ironico vista la pancetta! ;) Buon per lui, resta impresso! Tanto quanto il suo look nerd-pop. Bravissimo nelle sue performance, per voce e gusti musicali è già molto popstar!
Ambra Marie: ha una sola unica e decisa attitudine per il rock. Rischia di essere ripetitiva, quindi noiosa.
Giacomo: ispira simpatia ed ha una voce possente...peccato non sappia usarla! Stonato come una campana!
Ieri, Giacomo è finito in ballottaggio con Ambra Marie, e finalmente ha dimostrato di saper cantare! Ma troppo tardi per convincere i giudici a salvarlo. Giacomo, elimato. Ha pianto come un vitello.
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Gruppi Vocali per Mara Maionchi:

A sinistra in alto, i Sinacria Simphony: bravi ma, come direbbe Mara (e infatti mi sorprende che li abbia presi!), impossibile collocarli discograficamente. Eliminati alla prima puntata.
Farias: i discussi fratelli della Patagonia, cantano bene ma sono troppo etnici...come la mettiamo?
A sinistra in basso, le (S.O.S) Sister of Soul: mi piacciono, qui in Italia non abbiamo mai avuto un gruppo vocale decente composto da ragazze. Non posso paragonarle alle Destiny's Child, però me le ricordano...alla lontana.
The Bastard son of Dioniso: chiamati informalmente I Bastardi. Senza offesa, è solo per abbreviare! Loro hanno l'X Factor! Altrimenti non si spiega perchè pur stonando, alla fine delle loro performance non si può fare a meno di esclamare "Sono fortissimi!!"
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Morgan istruisce i ragazzi +25:

Matteo: non posso dire che non sia bravo, ma ancora non mi ha entusiasmato particolarmente, sarà colpa sua o dei brani che gli sono stati assegnati?
Noemi: Bellissima voce!!! Mi piace molto ascoltarla, però non la vedo abbastanza decisa nel ritagliarsi uno stile tutto suo.
Enrico: sue le performance migliori, sul suo talento non si discute.
Elisa: un timbro particolare, ma ai più nota come la mammina di X-Factor (è al quarto mese di gravidanza). Eliminata alla seconda puntata nel discusso confronto con i Farias. Non biasimo Simona per averla eliminata, non era una scelta così facile come poteva sembrare.


Da adesso in poi, per uno che se ne va, un altro approda ad X-Factor!
I tre giudici possono proporre ciascuno un nuovo artista, ma solo uno potrà entrare in gara. L'anno scorso è così che arrivò Giusy Ferreri, rivelazione del 2008. Quindi i giochi sono aperti!

Primi, a tentare questa ulteriore possibilità: Iris (16-24), i Retroscena (gruppi) e Andrea (+25).

Personalmente, non avrei mai scelto Iris, non perché ha solo 16 anni, non perché non canta bene, anzi... Non l’avrei scelta perché piange!! Per ogni emozione, positiva o negativa sono lacrime a tutto spiano! Già da i provini.
Simona, a Morgan che riteneva inopportuna la scelta di una ragazza così giovane, ha risposto “L’ho scelta perché è forte”. Io una persona forte che piange così tanto non l’ho mai vista! È impossibile essere forti a 16 anni. Ce ne vuole prima che uno fortifichi il proprio carattere!

Comunque, il televoto ha scelto come nuovo concorrente Andrea.
Mentre il ragazzo e Morgan esultavano come non mai, la piccola Iris piangeva disperata peggio di Giacomo. Che bisogna fare in questi casi? Cosa si può dire per consolarli? "Non preoccuparti tanto avrai altre occasioni"? Chi ci crede più?! La vita non è facile.

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L'ultima battutaccia di Berlusconi

Tutto parte da questa domanda: Le ultime violenze sessuali avvenute nel Paese hanno accelerato l'idea del governo di aumentare i soldati in campo?
Berlusconi risponde: «Sì, ma questa è una cosa in itinere. Anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, cose del genere possono sempre capitare. Non si può pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle donne in Italia e credo che non ce la faremo mai».

Veltroni replica:
«L'ennesima battuta del presidente del Consiglio di fronte al dramma delle tante donne violentate in questi giorni è una dimostrazione ulteriore di scarsa responsabilità e di scarsa sensibilità per una forma di violenza che segna la vita delle persone che la subiscono. Il presidente del Consiglio ignora il dramma della violenza sessuale, offende le donne italiane e smentisce se stesso sull'utilità dell'impiego dei militari».

Berlusconi si difende:
«Veltroni ha detto una grande oscenità, come gli capita di sovente. Lo stupro è un reato indegno, incivile ed esecrabile. Punto e basta. E' un punto fermo.
Il mio era un complimento alle ragazze italiane che sono alcuni milioni. Le parole dell'opposizione sono una grande oscenità, non ciò che ho detto io. Se ci sono stati uomini della sinistra che hanno speculato su questa mia frase, loro sono esecrabili e si devono vergognare veramente. Io vado avanti e dico le cose che penso. L'opposizione si illustra sempre di più per quello che è, la sinistra che abbiamo è di una meschinità e di una inconcludenza assoluta e totale. Si vergognino. Se mi si domanda qualcosa come se ci fossero delle colpe del ministro degli Interni, io devo difender il ministro degli Interni. Perché non è possibile pensare che uno Stato possa arrivare ad evitare certi accadimenti, che potrebbero essere evitati solo mettendo un rappresentante delle forze dell'ordine vicino ad ogni bella donna italiana. Era un complimento alle belle donne italiane, perché le forze dell'ordine sono centomila, le belle donne alcune milioni. E poi nel mio spirito non bisogna mai, in nessuna occasione, perdere il senso della leggerezza e dell'umorismo».



Sono una donna italiana, bella non sta a me dirlo, di certo, in un contesto del genere, non me ne frega niente di ricevere presunti complimenti estetici dal premiere, ma una risposta seria! Tipo...vogliamo punire più severamente chi compie simili atti di violenza?!

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Carla Bruni a Che Tempo che fa


Stivali dal tacco basso, un semplice pantalone nero, maglietta e giacchetta abbinata.
Gli occhioni blu, un po’ da gatta un po’ da bambina.
Un sorriso perfetto come pochi.
Una voce dolce e tranquilla.

Così è apparsa Carla Bruni a “Che Tempo che fa”, per la massima gioia di Fabio Fazio, che vanta una amicizia decennale con la Bruni. Una che non è solo modella e cantante, ma la première dame di Francia!

Sposa di Nicolas Sarkozy da quasi un anno, ci informa subito che non rimpiange affatto che la sua luna di miele sia durata appena venti minuti, del resto, vedendosi poco con il suo indaffarato marito, ogni momento è vissuto al meglio e la sera non hanno mai molta voglia di parlare. Ah grazie Carla, non potevamo vivere senza sapere questi dettagli!

Poi, si palesa tra le mani di Fazio il vero motivo della visita della première dame: c'è un nuovo album da promuovere. C’era da aspettarselo vista l’anteprima canora.

Di quest'album si è molto discusso negli ultimi mesi. Le canzoni sono state definite audaci, ma la Bruni ammette “ciò che è audace è fare un disco in questa situazione”, mai prima d’ora una first lady aveva osato tanto.
Ma il vezzo d’artista potrebbe anche essere perdonato, visto che il ricavato andrà tutto in beneficenza, Carla si rende conto di essere una donna molto fortuna, di esserlo stata già da sempre.
La canzoni sono state scritte prima e durante la sua storia con Sarkozy, ma l’album è interamente dedicato al marito per il suo sostegno totale.

Curiosità di Fazio: alcune canzoni sono state scritte all'Eliseo?
Nessuna, l'Eliseo è l'ufficio di suo marito, un posto troppo sorvegliato per sentirsi a proprio agio e scrivere una canzone.
Com’è la vita lì?
"Ci sono molti vantaggi, pochi svantaggi. La gente si immagina quando rilascio interviste che deve essere difficile, che c’è pressione, non c’è libertà …non è vero c’è molta libertà, è una vita piena di privilegi, ci sono solo vantaggi, cioè non posso dire che la mia vita è difficile, perché non lo è, per la gente ci sono delle difficoltà reali maggiori che vivere in un palazzo"

Seconda Carla Bruni, infondo, da cantante a première dame quello che cambia è solo il codice linguistico:
"Sto attenta, scherzo un po’ meno, perché non è il giudizio che cambia ma l’impatto. Se dicevo una stupidaggine o una cosa spiritosa prima come cantante non aveva nessuna importanza, invece rappresentando tutto un Paese sto attenta a non dire cose che potrebbero offendere oppure scioccare..." Ecco, brava, diglielo a Berlusconi!

Ma questi politici, riescono davvero a fare qualcosa o no? Perchè riguardo a questo la gente ha molti dubbi...troppi!
"Sono molto colpita da quello che il potere riesce a fare, che però non si sa perché son cose alle radici, perché si fanno alle radici i cambiamenti importanti della società, e sono molto colpita dall’effetto, da quel che la gente immagina del potere... cioè la gente si immagina che il potere è come un GF che li sorveglierebbe in ogni secondo, ma in realtà il potere si occupa di cose reali, che sono la vita delle gente, come deve essere curata educata, sostenuta, libera, il potere non si occupa proprio di sorvegliare...certo la delinquenza, ma a parte quello, c’è un grande...come dire...c’è una grande immaginazione sul potere che mi stupisce sempre perché adesso che lo vedo...non dall’interno, perché io non alcun potere, il potere ce l’ha mio marito, è lui che è stato eletto...quindi, il potere da vicino... vedo che in realtà è molto molto lavoro e poi, certo, è vero che questo lavoro aiuta gli altri …" Insomma, a mio avviso neanche lei sa cos’è il potere! Meno male che lo vede da vicino. Potere, poi...non ho mai pensato ai politici come supereroi!

Ha più potere, o meglio influenza, l'arte o la politica? Carla Bruni su questo non ha dubbi, sono importanti entrambi, non c'è concorrenza perchè agiscono su piani diversi, la politica è praticità mentre l'arte guarda ai sentimenti.
Questa è anche la sostanziale differenza fra lei e suo marito. Lui è un uomo molto pratico, lei più sentimentale.

Secondo "La Point" una rivista francese, Carla Bruni ha la funzione di bilanciamento delle posizioni di destra del marito.
"Certamente le mie posizioni prima di sposare mio marito erano più di sinistra ma io non sono stata mai militante. ... Lui le conosceva e non mi ha mai chiesto di cambiarle. Non le cambierei comunque, è molto più ricca la conversazione così. Lui non mi considera come una persona di sinistra perchè sono molto più complessa. Lui considera che io vedo la parte umana lui quella tecnica».
"Non mi intrometto mai nella vita politica, non gli dico mai il mio parere su un tale ministro, io dico quel che penso come persona"
"La mia definizione di sinistra sarebbe...potere sentirsi toccato dai problemi che uno non ha personalmente, tener conto delle grandi ingiustizie che subiscono gli altri anche se uno non li subisce. Per me essere di sinistra è tener conto dell'ingiustizia altrui senza viverla"


Ora arriviamo al "nervo scoperto", Carla Bruni con il suo viaggio in Brasile ha influito sull'estradizione di Cesare Battisti?
«Sono contenta che tu me lo chieda. Io non ho avuto nessun ruolo. Sono molto sorpresa che i media italiani possano pensare che io abbia avuto un ruolo. Non mi permetterei mai, prima di tutto non ne ho l'ideologia. Non ho mai voluto difendere Cesare Battisti. Non mi viene neanche in mente! E sono contenta di poterlo dire anche alle vittime del terrorismo degli anni di piombo. E poi è molto deplacé (fuori luogo, ndr), come si dice in Francia: mai la moglie del presidente potrebbe andare a parlare al presidente brasiliano per una cosa che neanche c'entra con la Francia. Per me è stata una calunnia».

Chiudiamo in leggerezza, cosa regalerà Carla Bruni a Nicolas Sarkozy per il suo compleanno? "Una antica lettera autografa". Mhà...

Guarda l'intervista a Carla Bruni
e la risposta dell'invidiosa Luciana Littizzetto! ;P

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Il discorso di Obama - testo e video




Concittadini, oggi sono qui di fronte a voi con umiltà di fronte all'incarico, grato per la fiducia che avete accordato, memore dei sacrifici sostenuti dai nostri antenati. Ringrazio il presidente Bush per il suo servizio alla nostra nazione, come anche per la generosità e la cooperazione che ha dimostrato durante questa transizione.

Sono quarantaquattro gli americani che hanno giurato come presidenti. Le parole sono state pronunciate nel corso di maree montanti di prosperità e in acque tranquille di pace. Ancora, il giuramento è stato pronunciato sotto un cielo denso di nuvole e tempeste furiose. In questi momenti, l'America va avanti non semplicemente per il livello o per la visione di coloro che ricoprono l'alto ufficio, ma perché noi, il popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati, e alla verità dei nostri documenti fondanti. Così è stato. Così deve essere con questa generazione di americani.


Che siamo nel mezzo della crisi ora è ben compreso. La nostra nazione è in guerra, contro una rete di vasta portata di violenza e odio. La nostra economia è duramente indebolita, in conseguenza dell'avidità e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche del nostro fallimento collettivo nel compiere scelte dure e preparare la nazione a una nuova era. Case sono andate perdute; posti di lavoro tagliati, attività chiuse. La nostra sanità è troppo costosa, le nostre scuole trascurano troppi; e ogni giorno aggiunge un'ulteriore prova del fatto che i modi in cui usiamo l'energia rafforzano i nostri avversari e minacciano il nostro pianeta.

Questi sono indicatori di crisi, soggetto di dati e di statistiche. Meno misurabile ma non meno profondo è l'inaridire della fiducia nella nostra terra: la fastidiosa paura che il declino dell'America sia inevitabile, e che la prossima generazione debba ridurre le proprie mire. Oggi vi dico che le sfide che affrontiamo sono reali. Sono serie e sono molte. Non saranno vinte facilmente o in un breve lasso di tempo. Ma sappi questo, America: saranno vinte. In questo giorno, ci riuniamo perché abbiamo scelto la speranza sulla paura, l'unità degli scopi sul conflitto e la discordia. In questo giorno, veniamo per proclamare la fine delle futili lagnanze e delle false promesse, delle recriminazioni e dei dogmi logori, che per troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.

Rimaniamo una nazione giovane, ma, nelle parole della Scrittura, il tempo è venuto di mettere da parte le cose infantili. Il tempo è venuto di riaffermare il nostro spirito durevole; di scegliere la nostra storia migliore; di riportare a nuovo quel prezioso regalo, quella nobile idea, passata di generazione in generazione: la promessa mandata del cielo che tutti sono uguali, tutti sono liberi, e tutti meritano una possibilità per conseguire pienamente la loro felicità.

Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, capiamo che la grandezza non va mai data per scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie o di ribassi. Non è stato un sentiero per i deboli di cuore, per chi preferisce l’ozio al lavoro, o cerca solo i piaceri delle ricchezze e della celebrità. E’ stato invece il percorso di chi corre rischi, di chi agisce, di chi fabbrica: alcuni celebri, ma più spesso uomini e donne oscuri nelle loro fatiche, che ci hanno portato in cima a un percorso lungo e faticoso verso la prosperità e la libertà.

Per noi hanno messo in valigia le poche cose che possedevano e hanno traversato gli oceani alla ricerca di una nuova vita.
Per noi hanno faticato nelle fabbriche e hanno colonizzato il West; hanno tollerato il morso della frusta e arato il duroterreno.
Per noi hanno combattuto e sono morti in posti come Concord e Gettysburg, la Normandia e Khe Sahn.

Ancora e ancora questi uomini e queste donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato fino ad avere le mani in sangue, perché noi potessimo avere un futuro migliore. Vedevano l’America come più grande delle somme delle nostre ambizioni individuali, più grande di tutte le differenze di nascita o censo o partigianeria.

Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo il paese più prosperoso e più potente della Terra. I nostri operai non sono meno produttivi di quando la crisi è cominciata. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari della settimana scorsa o del mese scorso o dell’anno scorso. Le nostre capacità rimangono intatte. Ma il nostro tempo di stare fermi, di proteggere interessi meschini e rimandare le decisioni sgradevoli, quel tempo di sicuro è passato. A partire da oggi, dobbiamo tirarci su, rimetterci in piedi e ricominciare il lavoro di rifare l’America.

Perché ovunque guardiamo, c’è lavoro da fare. Lo stato dell’economia richiede azioni coraggiose e rapide, e noi agiremo: non solo per creare nuovi lavori ma per gettare le fondamenta della crescita. Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche, le linee digitali per nutrire il nostro commercio e legarci assieme. Ridaremo alla scienza il posto che le spetta di diritto e piegheremo le meraviglie della tecnologia per migliorare le cure sanitarie e abbassarne i costi. Metteremo le briglie al sole e ai venti e alla terra per rifornire le nostre vetture e alimentare le nostre fabbriche. E trasformeremo le nostre scuole e i college e le università per soddisfare le esigenze di una nuova era. Tutto questo possiamo farlo. E tutto questo faremo.

Ci sono alcuni che mettono in dubbio l’ampiezza delle nostre ambizioni, che suggeriscono che il nostro sistema non può tollerare troppi piani grandiosi. Hanno la memoria corta. Perché hanno dimenticato quanto questo paese ha già fatto: quanto uomini e donne libere possono ottenere quando l’immaginazione si unisce a uno scopo comune, la necessità al coraggio.

Quello che i cinici non riescono a capire è che il terreno si è mosso sotto i loro piedi, che i diverbi politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non hanno più corso. La domanda che ci poniamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona: se aiuta le famiglie a trovare lavori con stipendi decenti, cure che possono permettersi, unapensione dignitosa. Quando la risposta è sì, intendiamo andareavanti. Quando la risposta è no, i programmi saranno interrotti. E quelli di noi che gestiscono i dollari pubblici saranno chiamati a renderne conto: a spendere saggiamente, a riformare le cattive abitudini, e fare il loro lavoro alla luce del sole, perché solo allora potremo restaurare la fiducia vitale fra un popolo e il suo governo.

Né la domanda è se il mercato sia una forza per il bene o per il male. Il suo potere di generare ricchezza e aumentare la libertà non conosce paragoni, ma questa crisi ci ha ricordato che senza occhi vigili, il mercato può andare fuori controllo, e che un Paese non può prosperare a lungo se favorisce solo i ricchi. Il successo della nostra economia non dipende solo dalle dimensioni del nostro prodotto interno lordo, ma dall’ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di ampliare le opportunità a ogni cuore volonteroso, non per beneficenza ma perché è la via più sicura verso il bene comune.

Per quel che riguarda la nostra difesa comune, respingiamo come falsa la scelta tra la nostra sicurezza e i nostri ideali. I Padri Fondatori, di fronte a pericoli che facciamo fatica a immaginare, prepararono un Carta che garantisse il rispetto della legge e i diritti dell’uomo, una Carta ampliata con il sangue versato da generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo e non vi rinunceremo in nome del bisogno. E a tutte le persone e i governi che oggi ci guardano, dalle capitali più grandi al piccolo villaggio in cui nacque mio padre, dico: sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che cerca un futuro di pace e dignità, e che siamo pronti di nuovo a fare da guida.

Ricordate che le generazioni passate sconfissero il fascismo e il comunismo non solo con i carri armati e i missili, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Capirono che la nostra forza da sola non basta a proteggerci, né ci dà il diritto di fare come ci pare. Al contrario, seppero che il potere cresce quando se ne fa un uso prudente; che la nostra sicurezza promana dal fatto che la nostra causa giusta, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell’umiltà e della moderazione.

Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta da questi principi, possiamo affrontare quelle nuove minacce che richiedono sforzi ancora maggiori - e ancora maggior cooperazione e comprensione fra le nazioni. Inizieremo a lasciare responsabilmente l’Iraq al suo popolo, e a forgiare una pace pagata a caro prezzo in Afghanistan. Insieme ai vecchi amici e agli ex nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e allontanare lo spettro di un pianeta surriscaldato. Non chiederemo scusa per la nostra maniera di vivere, né esiteremo a difenderla, e a coloro che cercano di ottenere i loro scopi attraverso il terrore e il massacro di persone innocenti, diciamo che il nostro spirito è più forte e non potrà essere spezzato. Non riuscirete a sopravviverci, e vi sconfiggeremo.

Perché sappiamo che il nostro multiforme retaggio è una forza, non una debolezza: siamo un Paese di cristiani, musulmani, ebrei e indù - e di non credenti; scolpiti da ogni lingua e cultura, provenienti da ogni angolo della terra. E dal momento che abbiamo provato l’amaro calice della guerra civile e della segregazione razziale, per emergerne più forti e più uniti, non possiamo che credere che odii di lunga data un giorno scompariranno; che i confini delle tribù un giorno si dissolveranno; che mentre il mondo si va facendo più piccolo, la nostra comune umanità dovrà venire alla luce; e che l’America dovrà svolgere un suo ruolo nell’accogliere una nuova era di pace.

Al mondo islamico diciamo di voler cercare una nuova via di progresso, basato sull’interesse comune e sul reciproco rispetto. A quei dirigenti nel mondo che cercano di seminare la discordia, o di scaricare sull’Occidente la colpa dei mali delle loro società, diciamo: sappiate che il vostro popolo vi giudicherà in base a ciò che siete in grado di costruire, non di distruggere.
A coloro che si aggrappano al potere grazie alla corruzione, all’inganno, alla repressione del dissenso, diciamo: sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che siamo disposti a tendere la mano se sarete disposti a sciogliere il pugno.
Ai popoli dei Paesi poveri, diciamo di volerci impegnare insieme a voi per far rendere le vostre fattorie e far scorrere acque pulita; per nutrire i corpi e le menti affamate.
E a quei Paesi che come noi hanno la fortuna di godere di una relativa abbondanza, diciamo che non possiamo più permetterci di essere indifferenti verso la sofferenza fuori dai nostri confini; né possiamo consumare le risorse del pianeta senza pensare alle conseguenze.
Perché il mondo è cambiato, e noi dobbiamo cambiare insieme al mondo.

Volgendo lo sguardo alla strada che si snoda davanti a noi, ricordiamo con umile gratitudine quei coraggiosi americani che in questo stesso momento pattugliano deserti e montagne lontane. Oggi hanno qualcosa da dirci, così come il sussurro che ci arriva lungo gli anni dagli eroi caduti che riposano ad Arlington: rendiamo loro onore non solo perché sono custodi della nostra libertà, ma perché rappresentano lo spirito di servizio, la volontà di trovare un significato in qualcosa che li trascende. Eppure in questo momento - un momento che segnerà una generazione - è precisamente questo spirito che deve animarci tutti.

Perché, per quanto il governo debba e possa fare, in definitiva sono la fede e la determinazione del popolo americano su cui questo Paese si appoggia. E’ la bontà di chi accoglie uno straniero quando le dighe si spezzano, l’altruismo degli operai che preferiscono lavorare meno che vedere un amico perdere il lavoro, a guidarci nelle nostre ore più scure. E’ il coraggio del pompiere che affronta una scala piena di fumo, ma anche la prontezza di un genitore a curare un bambino, che in ultima analisi decidono il nostro destino.

Le nostre sfide possono essere nuove, gli strumenti con cui le affrontiamo possono essere nuovi, ma i valori da cui dipende il nostro successo - il lavoro duro e l’onestà, il coraggio e il fair play, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo - queste cose sono antiche. Queste cose sono vere. Sono state la quieta forza del progresso in tutta la nostra storia. Quello che serve è un ritorno a queste verità. Quello che ci è richiesto adesso è una nuova era di responsabilità - un riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo doveri verso noi stessi, verso la nazione e il mondo, doveri che non accettiamo a malincuore ma piuttosto afferriamo con gioia, saldi nella nozione che non c’è nulla di più soddisfacente per lo spirito, di più caratteristico della nostra anima, che dare tutto a un compito difficile. Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza.

Questa è la fonte della nostra fiducia: la nozione che Dio ci chiama a forgiarci un destino incerto. Questo il significato della nostra libertà e del nostro credo: il motivo per cui uomini e donne e bambine di ogni razza e ogni fede possono unirsi in celebrazione attraverso questo splendido viale, e per cui un uomo il cui padre sessant’anni fa avrebbe potuto non essere servito al ristorante, oggi può starvi davanti a pronunciare un giuramento sacro.

E allora segnamo questo giorno col ricordo di chi siamo e quanta strada abbiamo fatto. Nell’anno della nascita dell’America, nel più freddo dei mesi, un drappello di patrioti si affollava vicino a fuochi morenti sulle rive di un fiume gelato. La capitale era abbandonata. Il nemico avanzava, la neve era macchiata di sangue. E nel momento in cui la nostra rivoluzione più era in dubbio, il padre della nostra nazione ordinò che queste parole fossero lette al popolo: “Che si dica al mondo futuro... Che nel profondo dell’inverno, quando nulla tranne la speranza e il coraggio potevano sopravvivere... Che la città e il paese, allarmati di fronte a un comune pericolo, vennero avanti a incontrarlo”.

America. Di fronte ai nostri comuni pericoli, in questo inverno delle nostre fatiche, ricordiamoci queste parole senza tempo. Con speranza e coraggio, affrontiamo una volta ancora le correnti gelide, e sopportiamo le tempeste che verranno. Che i figli dei nostri figli possano dire che quando fummo messi alla prova non ci tirammo indietro né inciampammo; e con gli occhi fissi sull’orizzonte e la grazia di Dio con noi, portammo avanti quel grande dono della libertà, e lo consegnammo intatto alle generazioni future.

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ANNOZERO: Annunziata vs Santoro

Puntata del 15 Gennaio di "Annozero", intitolata "La guerra dei bambini".
Come annunciato sul sito, Santoro avrebbe parlato della guerra che si sta combattendo nella Striscia di Gaza, ma puntando l'attenzione all’attacco israeliano ad Hamas (in risposta al lancio dei missili su Israele!) che sta provocando moltissime vittime tra la popolazione civile, soprattutto bambini (sono state colpite delle scuole).

L'argomento di discussione era palese, difficile riassumere in una puntata la lunga guerra fra Israeliani e Palestinesi, se ne analizzavano solo gli eventi più recenti, dove i Palestinesi appaiono più vittime degli Israeliani.

Ed ecco il reato, la faziosità che ha fatto scattare l'Annunziata.

Così, Lucia Annunziata, vittima nel marzo 2006, in piena campagna elettorale, della famosa fuga di Berlusconi dalla sua intervista a "Mezz'ora", compie lo stesso gesto ad "AnnoZero" di Santoro. Si alza e se ne va.



Mentre Santoro e il suo staff si vendicano pubblicando sul sito di "Annozero" un video che mette a confronto l'episodio del 2006 e l'attuale uscita della Annunziata sottolineandone la "coerenza" (titolo ironico)...

...tutto il mondo politico, da destra a sinistra, da sinistra a destra, ha espresso solidarietà per Lucia Annunziata.

Come si può dar ragione a chi fugge?
Chi fugge smette di agire, di esprimere le proprie idee.

Andarsene sbottando, invece di restare e raccontare la propria verità, come può essere giudicato in modo positivo?

In un talk gli ospiti servono a riequilibrare le parti, quindi già il fatto che Santoro l'abbia invitata, ben sapendo di non averla totalmente dalla sua, denota delle buone intenzioni. Ma l'Annunziata non ha fatto il suo dovere.

Accusare Santoro di essere fazioso sta diventando veramente banale, e ancor di più lo sono le fughe dagli studi televisivi. Mi meraviglio di come facciano ancora notizia.

Questa cosa del "non sono d'accordo, me ne vado" è da vigliacchi. Non ha senso. Te ne vai? Bene, tanti saluti, quando arrivi telefonami e spediscimi una cartolina!


Sito Ufficiale: www.annozero.rai.it

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Nina Moric, ha rischiato la vita per colpa di Belen

Il gossip di inizio anno: Belen dimentica Borriello, Rossano e compagnia bella con... Fabrizio Corona!! Con tutti gli uomini di questo mondo, proprio Corona??! I gusti di Belen vanno peggiorando.

Qualche giorno dopo la diffusione del gossip sopra citato, arriva una notizia: Nina Moric è in ospedale, ha rischiato la vita per aver ingerito una dose elevata di sonniferi.

Facile fare 2+2, Nina Moric l'ha fatto per Corona.

Uscita dall'ospedale, con i giornalisti che incalzavano per sapere la verità, la Moric non ha perso tempo ed ha raccontato a "Chi" la sua versione dei fatti:
"Ero sotto shock e ho preso dei farmaci, per lo più sonniferi. L'ho fatto perché in quel momento avevo appena saputo che mio marito Fabrizio Corona aveva trascorso la notte dell'Epifania in casa di Belen Rodriguez. E' stato lui stesso a dirmelo al telefono e io ho sentito che il mondo mi stava crollando sotto i piedi".

Nonostante il tradimento non perde la speranza:
"Fabrizio presto tornerà tra le mie braccia... Mi sembra impossibile che lui possa amare un'altra persona lui ama solo me. Noi siamo fatti per stare insieme. Non potrà mai avere una donna che lo rendera' felice. Mi ha rovinato la vita per una notte di sesso. Perché di questo si tratta. Ma vedrete che presto tornerà tra le mie braccia. Tornerà. Solo un mese fa lui mi aveva giurato amore eterno. Mi disse: 'Facciamo un altro figlio e ce ne andiamo in vacanza a Dubai. Io ti amo'. E, invece, questo è il risultato. Lui è volato tra le braccia di un'altra. Se penso che bacia, abbraccia e dorme con lei, impazzisco. Sono convinta che lui ha organizzato tutto. L'ha fatto per farsi pubblicità".

Fabrizio Corona, sempre su "Chi", si difende: "E' finita da un anno e lo sa. Belen è una persona stupenda. Di che cosa mi dovrei scusare? Non ho ucciso nessuno. Spero che non ci siano pregiudizi che possano crearle problemi".
"Non l'ho tradita. Con Nina è finita da un anno e lo sa anche lei. La passione tra me e Nina si è spenta".


Sentite, visti i protagonisti coinvolti, io prenderei la storia con le pinze...fate conto che sia un fotoromanzo.
Perchè dico questo?
Corona con i gossip ci guadagna sempre, ed uno dei maggiori settimanali che ha goduto dei suoi scoop è proprio "Chi".
Belen ha deciso di campare sul gossip, le chiacchiere le hanno portato bene sull'isola, inoltre queste sono occasioni per pubblicizzare indirettamente la sua conduzione di "Scherzi a Parte".
Nina Moric soffrirà pure, ma alle Hawaii, e durante questa intervista ha messo in forse la sua partecipazione al reality "La Fattoria".
In sintesi, ognuno di loro, da questa storia, ci ha solo guadagnato.

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X-Factor vs GF9, meglio talent o reality show?

Per me non ci sono dubbi: molto meglio un talent show.

Ad X-Factor, 12 ragazzi lottano per un sogno, dopo anni di studio, di gavetta, di porte in faccia, finalmente hanno l'occasione di una vita. Dovranno dimostare di essere i migliori, di saper cantare come nessun altro, di essere dei veri artisti, se vogliono un contratto discografico.

Al Grande Fratello, giovani dalla vita difficile, preferibilmente maschi ignoranti e cafoni, femmine piuttosto...come dire...facili? Vengono costretti alla coabitazione. Dovranno dimostrare di essere quelli dalla vita più infelice, quelli più ignoranti, quelli più arrapati, per farsi notare e vincere, se non il montepremi, almeno delle ospitate fisse (e fesse) in tv.

Ad X-Factor si ascolta e si parla di musica.

Al GF gli argomenti di discussione più gettonati di sempre sono il sesso e le puzzette.

Ad X-Factor c'è il confronto, la discussione.

Al GF isterismi, urla, bestemmie per incapacità di comunicazione fra i coinquilini.

Ad X-Factor possono capitare delle "uscite" trash.

Al GF sono immersi nel trash, e guai a toglierceli, crollerebbero gli ascolti.


Questo è quanto.
Credo che in molti siano d'accordo con me, sento di continuo furiose lamentele su quanto sia volgare la tv, eppure, cosa ha scelto la maggioranza degli italiani?

GF9..... 26,51%
X-Factor 14,37%

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Golden Globe 2009

Ve lo dico subito, per "Gomorra" non c'è stata trippa per gatti.
Ha spopolato "The Millionaire" (Slumdog Millionaire). Ne avrete sicuramente sentito parlare, è la storia di un giovane che per ritrovare l'amore della sua vita partecipa ad un noto quiz televisivo...detto così sembra una cavolata, eppure chi ha visto il film ne è rimasto entusiasta!

Parata di star per la serata del Golden Globe, a cominciare da...

Brad Pitt e Angelina Jolie, entrambi in nomination come migliori attori, sono tornati a casa a mani vuote.


Anne Hathaway


Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, attualmente nelle sale con "Revolutionary Road". Per Kate premio come attrice non protagonista in "The Reader".


Drew Barrymore...orribile! Capelli, vestito...ma perchè Drew!!!?


Anche Tom Hanks non era una meraviglia...


Eva Longoria, una delle poche che sa come vestirsi.


Beyonce, fantastica.


Alla faccia di chi li voleva in crisi, Marc Anthony e Jennifer Lopez.


Megan Fox, l'aspirante clone della Jolie.


Sandra Bullock, da quanto tempo! Iniziavo a chiedermi che fine avesse fatto!


Renee Zellweger, simpatica e bellissima con quell'abito!


Tom Cruise e mamma. Katie era impegnata nell'ultima serata del suo show a Broadway.


Ashton Kutcher e Demi Moore.


Un po' disgustata vi mostro anche Zac Efron e Vanessa Hudgens. Non mi piacciono, nè in coppia nè singolarmente.


Altra idolo delle teenager uscito dalla fabbrica Disney come i due di sopra, Miley Cyrus. Un'altra di cui non mi spiego il successo.

Per completare questo bel quadretto di giovanissimi famosi, ecco i Joans Brother.


Per scoprire tutte le nomination e i vincitori, più video e foto, vi rimando al sito ufficiale QUI!

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Will Smith e Rosario Dawson a Roma


Presentato, ieri a Roma, il secondo film USA del regista Grabriele Muccino, con lui anche i protagonisti Will Smith e Rosario Dawson.

"Sette Anime" è un film cupo, un viaggio nel dolore, sospeso dalla curiosità di scoprire la vera identità e le reali intenzioni del personaggio interpretato da Will Smith. Non è un film che si digerisce facilmente, soprattutto dai critici USA, spiega Muccino: "Cominciamo col dire che al pubblico il film è piaciuto, probabilmente arriverà a 80 milioni di dollari, il che per un'opera così difficile è notevole. Ma è vero, la critica Usa lo ha ucciso, lo ha letteralmente massacrato. Con attacchi talmente viscerali e violenti che, per la prima volta nella mia carriera, leggendo quelle recensioni non ho imparato nulla. Anzi, non ho capito proprio di che parlavano. Ma gli attacchi più feroci erano per Will: lo hanno paragonato a Tom Cruise, hanno messo in mezzo Scientology (a cui anche Smith è considerato vicino, ndr). In America, come qui, verso chi ha successo si scatena il gioco al massacro. Hanno perfino definito Sette anime manipolatorio: ma tutte le pellicole di successo, da Titanic al Sesto senso, sono in qualche modo manipolatorie... In realtà, si tratta semplicemente di una vicenda simbolica, sul potere salvifico dell'amore".

Nel cast debutta Connor Cruise, il figlio adottivo del famoso Tom.
Per Will Smith è stato un ben che Tom Cruise per controllare il figlio gironzolasse spesso sul set, ha avuto bisogno di chiedergli un paio di consigli, come ci racconta Rosario Dawson:
"Era nervosissimo e mi chiedeva sempre: come lo facciamo? Come ti tocco? Poi ha chiesto un consiglio a Tom Cruise che era lì per vedere il figlio. Credo che la risposta sia stata piuttosto deludente: gli ha detto che non vedeva quale fosse il problema visto che lui lo faceva sempre. In realtà è stato difficile anche perchè Will voleva trasmettere un messaggio d'amore e temeva che si risolvesse tutto in una scena di sesso".
Ebbene sì, fra i due bellissimi Will e Rosario c'è una scena d'amore, una situazione che Will Smith ha vissuto con disagio: "E' difficile stare nudo come un verme, in una stanza piena di persone! Il problema è che non volevo mancare di rispetto a Rosario. In realtà a letto sono fantastico". Se lo dici tu...

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Katy Perry - Hot 'N' Cold



Testo:
You change your mind
Like a girl changes clothes
Yeah you, PMS
Like a bitch
I would know

And you over think
Always speak
Crypticly

I should know
That you're no good for me

(CHORUS)
Cause you're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in then you're out
You're up then you're down
You're wrong when it's right
It's black and it's white
We fight, we break up
We kiss, we make up
(you)You don't really want to stay, no
(but you)But you don't really want to go-o
You're hot then you're cold
You're yes then you're no
You're in and you're out
You're up and you're down

We used to be
Just like twins
So in sync
The same energy
Now's a dead battery
Used to laugh bout nothing
Now your plain boring

I should know that
You're not gonna change

(CHORUS)

Someone call the doctor
Got a case of a love bi-polar
Stuck on a roller coaster
Can't get off this ride


You change your mind
Like a girl changes clothes

(CHORUS)

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La Corrida senza il Maestro Pregadio

Bentornati a tutti! Passate bene le vacanze?
Come vedete, l'aspetto del mio blog è cambiato, qualche ultimo ritocco ed è pronto. Quindi se c'è qualcosa che non va ditemelo adesso...o tacete per sempre! ;)

Passiamo alla notizia, una cosuccia tanto per riprendere il ritmo...

"La Corrida" il celebre e storico programma che vede i dilettanti allo sbaraglio, fondava le sue basi su due colonne che contribuivano ad aumantare l'ironia della gara, parlo di Corrado e il maestro Pregadio.
Corrado, ahimè, non c'è più da tempo.
Il maestro, se pur in ottima salute, è stato mandato via dalla produzione!
Perchè??!

Pregadio ha accettato tale decisione fino a quando...
«Finora sono stato zitto ma quando ho letto che non avrei fatto il programma per motivi di salute mi sono infuriato. Non si gioca su queste cose e io, facendo gli scongiuri, ho compiuto 80 anni il 6 dicembre scorso ma sto benissimo».

«La verità è che la produzione della Corrida, ovvero Marina Donato, la vedova di Corrado, voleva farmi fare lo spettacolo in coppia con un altro maestro
(Curioso, proprio ora, che va di "moda" il maestro unico, alla Corrida ne volevano due!?), che ora si è capito che sarebbe stato Vince Tempera, e io ho rifiutato. Conosco quel programma come le mie tasche e so che troppi galli a cantare complicano solo le cose. Loro sono liberissimi di fare altre scelte, ma dire che sono stanco o malato, questo non lo accetto. Ho iniziato con Corrado in radio a fare "La Corrida" e credo di meritare la verità».

La meriti. Quindi le cose stanno così, il maestro sta benissimo, è stato mandato in pensione forzata dalla produzione.
Il suo sostituto è Vince Tempera.

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