30 dicembre 2005

SIN CITY

Questo film può piacere o non piacere, ma una cosa è certa, ha segnato il 2005 dimostrando di poter trasformare un fumetto in un film senza cancellarne il sapore.
Abbiamo visto molti eroi di carta diventare protagonisti di un film, ma le trasposizioni avevano sempre mancato di rispetto alla creatività dei disegnatori, cancellando i loro fantasiosi giochi di luci, d’ombre e di colori, per riportarli ad un tono più umano.
Con Sin City si resta nel fumetto, in quella città immaginaria dove la violenza è una pratica normale, e gli abitanti si dividono perlopiù in killer, poliziotti e prostitute duri a morire.

L’idea di usare la grafica digitale per ricreare le ambientazioni è stata geniale! Solo così cinema e fumetto hanno potuto incontrarsi e incrociarsi scambiandosi le loro essenze: da un lato l’espressività e il carisma degli attori, dall’altra l’irrealtà artistica dei disegni portati in digitale.
Per questo adoro la scelta stilistica del regista Robert Rodriguez, che in più è riuscito a coinvolgere nel progetto grandi personalità del cinema come Benicio Del Toro, Bruce Willis, Mickey Rourke, Rosario Dowson, Clive Owen, ecc….che hanno saputo far bene il loro mestiere incarnando a dovere i loro ruoli, sempre nel rispetto del fumetto.
Oltre al contributo nella sceneggiatura e nella regia di Frank Miller, Rodriguez si è avvalso di un consigliere alla regia d’eccezione come Quentin Tarantino…che in quanto a spargimenti di sangue se ne intende! Forse questo è il primo caso di una guess star alla regia piuttosto che fra gli attori.

La cosa che non mi è piaciuta, e che ha deluso le mie aspettative, è stata la trama.
Immaginavo un protagonista assoluto dall’inizio alla fine, e altri personaggi di contorno.
Invece il film è composto da vari episodi ricchi di personaggi ed intrighi…ma troppo brevi per vivere il gusto della narrazione e studiare i caratteri e le motivazioni dei personaggi.

Abbiamo Marv un killer assetato di vendetta perché hanno ucciso la sua Goldie mentre dormiva al suo fianco….chi sarà l’assassino?? A complicare le cose la morte della sua amica poliziotta lesbica e l’incaz###tissima gemella di Goldie con le ragazze della Città Vecchia.
Poi c’è un sentimentale poliziotto, John Hartigan, che sente il bisogno di continuare a proteggere Nancy, una bambina che salvò dalle grinfie di un pedofilo. La ragazzina è cresciuta e lavora in uno strip club…ma il pedofilo insiste. Scoccherà la scintilla tra Nancy e il presto pensionato poliziotto buono? Vivranno felici e contenti?
E poi Dwight che si innamora della cameriera Shellei…ma lei ha ancora dei conti in sospeso con il suo ex…

La trama è lo scheletro sul quale si regge tutto un film, se quella non funziona il film non ha motivo d’esistere. Ma c’è sempre l’eccezione alla regola.
Nonostante la sceneggiatura non sia stata di mio gradimento, questo resta un gran film! Lo apprezzo per lo sforzo e l’originalità stilistica che non ha precedenti!
Vi consiglio di vederlo.
Anche se non siete amanti dei film d’azione rimarrete sicuramente incantati dalle immagini.

Curiosità:
-Frank Miller, l’autore del fumetto, ha avuto una particina nel film, fa il sacerdote.
-Brittany Murphy, nei panni della cameriera Shellei, nonostante in una sequenza rivolga la parola a Bruce Willis (John Hartigan), in realtà non l’ha mai incontrato…se non dopo mesi alla prima!
-Jessica Alba, la sexy Nancy, ha ballato per quattro ore, ripresa da tre angolature diverse, sola, senza altri attori intorno, davanti al green screen, per quel mezzo minuto che si vede nel film, dove invece appare contornata dai diversi e numerosi ubriaconi del locale.
-Nonostante l’uso del digitale, i mutamenti fisici degli attori, come per Mickey Rourke (Marv) e Nick Stahl (Bastardo Giallo) sono stati creati dai vecchi sistemi degli abili truccatori.


Nella foto: la locandina ufficiale italiana, e la tecnica delle riprese: sguardo attento al fumetto originale, riprese in uno studio dietro uno sfondo verde, e poi modifica digitale dei colori e dello sfondo.


22 dicembre 2005

MOULIN ROUGE!

C’era un ragazzo, un ragazzo molto strano, un sognatore, dicono che andò lontano, molto lontano, per mare e per terra. In lui c’era timidezza. Con gli occhi tristi. Ma con grande saggezza. Un giorno poi, un giorno magico, sulla mia strada lo incontrai, e parlando di tante cose, di pazzi e di re, lui disse a me: “La cosa più grande che tu possa imparare e amare e lasciarti amare”.

Il Mulin Rouge.
Un locale notturno, una sala da ballo e un bordello, dove imperava Harold Zidler.
Un regno di piaceri notturni dove i ricchi giocavano con le giovani e belle creature di malaffare.
La più bella di tutte era la donna che amavo.
Una cortigiana che vendeva il suo amore agli uomini.
La chiamavano “Il Diamante Splendente”.
Era lei la stella del Moulin Rouge.
La donna che amavo è morta.
Sono venuto a Parigi un anno fa.
Era il 1899, l’Estate dell’Amore. Non sapevo niente del Moulin Rouge, di Harold Zidler e di Satine. Il mondo era stato travolto dalla rivoluione bohémien ed io volevo farne parte.
Su una collina vicino Parigi c’era il quartiere di Montmartre.
Non era come diceva mio padre…ma il cuore del mondo bohémien!
Musicisti, pittori, scrittori…i cosiddetti figli della Rivoluzione!
Io vivevo una vita da spiantato. Scrivevo di bellezza, verità, libertà e delle cosa in cui credevo di più: l’amore. C’era solo un problema…non ero mai stato innamorato!


Mai, prima di incontrare Satine.
Per un puro caso squarcia il soffitto e piove nella sua stanza un attore-ballerino-cantante argentino che soffre di narcolessia, arrivano i suoi compagni…tutti artisti in cerca di idee per un nuovo spettacolo…Christian, il nostro giovane scrittore, è la risposta ai loro problemi!
Adesso bisogna farsi accettare al Moulin Rouge…Christian deve convincere Satine che la loro è un idea vincente per trasformarla in una vera attrice!



Ma quella sera Satine aveva un altro incontro importante per la sua carriera, doveva incontrare il Duca! Nella confusione goliardica del locale fra tanti uomini vestiti in frack, si genera un malinteso: Satine crede che il giovane scrittore sia il Duca.
Quando è svelato il malinteso, è troppo tardi…Satine e Christian sono già perdutamente innamorati!
Ma Satine deve continuare a fingere interesse per il Duca se vuole diventare una stella.

Si inizia con i lavori!!
Christian scrive ispirato dalla sua Satine, tutti gli attori e i ballerini sono in fermento….ma il Duca, che è meno fesso di quel che sembra, finanzia lo spettacolo ad una sola condizione…dopo la prima Satine dovrà essere sua!

Ma l’amore fra lo scrittore e la stella del Mulin Rouge aumenta ogni giorno di più, annientando la capacità di Satine di fingere interesse per il Duca.
Lui non sarà felice di capire di essere stato preso in giro ed illuso…pretende ancora che Satine rispetti l’accordo…e se non lo farà Christian morirà!

Satine deve ferire Christian per allontanarlo da lei.
Sa fingere bene, Christian le crede e la disprezza per essersi presa gioco di lui.


E' la sera dello spettacolo, Christian pazzo di gelosia, corre da Satine, per proteggerlo dal killer del Duca, si ritrovano sul palco. Lo spettacolo cambia il finale. Satine canta la loro canzone, quella che Christian ha scritto per lei….e l’amore trionfa!
Ma non riesce a vincere la morte.
Satine era malata da tempo di tisi, ed esala l’ultimo respiro fra le braccia del suo amore.

I giorni sono diventati settimane. Le settimane, mesi.
E poi, un giorno come un altro sono andato alla mia macchina per scrivere, ed ho scritto la nostra storia. Una storia di un tempo, di un luogo, di persone, ma soprattutto una storia d’amore.
Un amore che vivrà per sempre. La cosa più importante che tu possa imparare è amare e lasciarti amare.


Dopo anni di assenza dal grande schermo i musical sono ritornati alla ribalta grazie a Mulin Rouge.
Ma nessuno riesce ad eguagliarlo!
Io non sono un’amante del genere, ma Mulin Rouge mi ha conquistato!
Sarà per la fantasia, i colori, la vivacità, l’eccentricità, sarà perché le canzoni sono già note alle nostre orecchie, sarà perché la Kidman è stupenda e McGregor non è da meno….mi piace un sacco!! Io non sono una romanticona smielosa, o una che si commuove facilmente…eppure ogni volta che vedo questo film…non posso fare a meno di piangere!! E non solo sul tragico finale…io inizio a lacrimare da quando i due si incontrano e lui le canta il noto brano di Elthon Jhon, che fa così “Il mio dono è una canzone! E l’ho scritta per te, e tu puoi dirlo a tutti che questa è la tua canzone. Potrà sembrare semplice, ma adesso che è finita, spero che non ti dispiaccia se io dico che è bella la vita ora che il mondo mi ha dato te!” A me non l’ha mai detta nessuno una cosa così!!! Perchèèèè???!! Sigh!



Ve lo consiglio assolutamente!! Non si può non vedere questo film!!


20 dicembre 2005

8 MILE

Rimango ancorata al 1995, mentre io vivevo un’ infanzia meravigliosa….Eminem a Detroit se la passava davvero male cercando di sopravvivere al suo quartiere e alla madre!

La critica ha esagerato con i complimenti per questo film.
Non è niente di speciale.

Eminem è incredibile nei suoi video, ha comunicatività e carisma come nessun altro rapper!
E quindi mi aspettavo di meglio.
Invece, come attore aveva, si, l’espressione giusta, ma era poco coinvolgente.

Poi c’è un'altra questione...
Si era parlato di un film biografia.
E no! Questo casomai è un film semi-autobiografico!!

Le biografie in genere sono di personaggi storici, lontani, passati, che non tutti conoscono, e quindi alcune incertezze o invenzioni degli sceneggiatori non pesano molto, poi, se qualcuno se ne accorge si giustifica il tutto con la scusa che non si è potuto collaborare alla stesura della trama con il personaggio, e che la loro è una semplice interpretazione dei dati biografici.
Ma qui, Eminem c’era, era addirittura, credo per la prima volta nella storia del cinema, il protagonista della sua stessa biografia.
Perché hanno cambiato così tanto la vera storia di Eminem?
La sua vita la conosciamo tutti attraverso le sue rime.
E ci aspettavamo di vedere quella!
Hanno addirittura cambiato il suo nome in Jimmy Smith jr!! Ed a questo punto il film non merita neanche di essere definito semi-autobiografico.

Non una parola sull’amore-odio della sua vita, Kim.
In compenso qui abbiamo Brittany Murphy, che è Alex, una aspirante modella, mezza tossica e pienamente ninfomane, odiosa, per niente attraente e terribilmente banale. Interpretazione pietosa…meno male che ha recuperato punti con “Sin City”…dove più o meno fa la stessa cosa ma con più stile.

Molto meglio Kim Basinger, nel ruolo più intenso e drammatico di tutta la sua carriera.
Interpreta la tanto discussa ed odiata madre del protagonista.
Anche se, bisogna riconoscerlo, vedere una star di primaria grandezza ridotta così…nella roulotte, spettinata, maltrattata, esaurita…non è un bello spettacolo!

Facendola breve, il film non mi è piaciuto e non ve lo consiglio.

Vi consiglio invece di ascoltare “Lose yourself” di Eminem, il mio pezzo preferito fra i suoi, vincitore di un Oscar nel 2003 come migliore canzone tratta dalla colonna sonora di “8mile”.

Il film è andato in onda ieri sera in prima-tv su italia1.

19 dicembre 2005

VACANZE DI NATALE '95

Dopo avervi parlato dell’ elegante e leggiadra “Sabrina”...mi voglio rovinare!!
Mi butto a capofitto con il coraggio di un kamikaze su un argomento cinefilo spinosissimo!!!
Che ritorna, come il panettone, sempre preciso e puntuale a Natale!
Boldi-DeSica sono attori o cialtroni? Sono comici o buffoni? I loro film hanno motivo d’esistere?

Dall’anno prossimo, stando a quello che dicono, tutto questo non sarà più un nostro cruccio…
Ma voi ci credete davvero che questo sia l’ultimo film di Natale per la coppia??

Attualmente sono nelle sale con “Natale a Miami”….ma io voglio fare un tuffo nel passato….voglio tornà bambina!! Come dice Gabriele Cirilli…e quindi torniamo al Natale ’95 !!!

Remo Proietti (Christian DeSica) è il solito romanaccio sboccato con in il vizio del gioco.
Per le sue partitine a poker con gli amici lascia sempre sola la moglie, e la bella Kelly, esasperata, decide di mollarlo e tornarsene in America. Ma lui la ama e la rivuole! Parte anche lui per il Colorado.
Sull’aereo c’è anche Lorenzo Colombo (Massimo Boldi), milanese, impiegato, che abbandona il traffico, il lavoro e….il presepe vivente, per passare una vacanza indimenticabile con la figlia, che vive con l’ex-moglie. Ma la figlioletta Marta (Cristiana Capotondi), parte con il padre al solo scopo di poter incontrare il divo di BeverlyHills90210, ovvero Luke Perry!!!

Immancabile arriva lo scambio di valige -la gag che io odio di più al mondo- che qui serve a far incontrare i due protagonisti. Chiariti i malintesi, conclusa la scenetta, ognuno prosegue nel film con le sue disavventure.

Remo incontra il suo adorato e stimato amico Paolone, un mago del poker…e infatti contro di lui Remo perde un miliardo e duecento milioni di vecchie lire!! Come fare per pagare il debito?
Paolone gli fa una “proposta indecente”: una notte con Kelly.
Remo non vuole sentire ragioni…e poi, anche se lui volesse, come dirlo a Kelly!! Come spiegargli che è ricaduto nel vizio del gioco dopo neanche cinque secondi dalla sua promessa?!!

Intanto Lorenzo per puro caso arriva davanti alla baita di Luke, riesce ad infiltrarsi superando la sorveglianza e grazie alla cordialità dell’attore ottiene un autografo per la figlia.
Tutto scorre tranquillo, i due si trattengono a chiacchierare come fossero vecchi amici, finché non sentono degli strani rumori provenire dal piano di sopra. Un bodyguard sta picchiando una donna con cui ha avuto un’avventura la notte prima. La donna sviene, Luke preoccupato chiede a Lorenzo se può toglierlo dai guai portando la ragazza all’ospedale. Lorenzo accetta, ma la ragazza rinviene durante il tragitto e costringe Lorenzo ad una deviazione di percorso che lo porterà a partecipare ad una lotta nel fango fra due donne, una gara in discesa sul water, ad andarsene in giro nudo per un bel po’, fino a trovarsi in galera.
E come se non bastasse, tutto questo complicherà ancor di più il rapporto con la figlia.

Remo scopre che la moglie ha una sorella gemella che fa la prostituta, la paga affinché passi la notte con Paolone al posto di Kelly.
Ma proprio due ore prima dell’incontro previsto, viene arrestata.
Kelly, in albergo, trova un biglietto e scopre della “notte d’amore”, è ferita e delusa, ma aiuta il marito estinguendo il debito….in liquidi non in natura!! E dopo un po’ di insulti e ceffoni, pace fatta fra i due coniugi.

Lorenzo recupera la fiducia della figlia, ha convinto Luke ad incontrarla, e così la ragazzina realizza il suo sogno.

Dopo un anno i due, Lorenzo e Remo si rincontrano su un aereo, Remo è sempre in crisi con la moglie, Lorenzo con la figlia ora invaghita di Brad Pitt….non si prospetta una vita facile!
E reduci dell’anno passato decidono di scendere dall’aereo, mollare le loro donne e dirigersi verso altri lidi ridendo e scherzando….magari in Brasile.

Le situazioni comiche proposte sono dei classici che ritornano sempre nei loro film.
L’anno scorso, per esempio, in “Christmas in Love”, DeSica aveva problemi coniugali con la Ferilli e Boldi con la figliola, sempre interpretata dalla Capotondi, che faceva coppia fissa con un “Brad” interpretato da Denny DeVito.
La trama non rivela mai sorprese, è sempre lo stesso, con gli stereotipi del riccone, del borghese, dell’impiegato, del romano, del milanese, della figliola dolce ma a tratti irritante, della moglie scassapalle e della tipa facile che è sempre più giovane.
Che sia questo il segreto del successo??
Ma non dovrebbe essere premiata l’originalità??
No, non è certo la trama ad attirare spettatori.

I punti di forza sono:
- Boldi e DeSica perché in qualche modo sono riusciti a farsi voler bene.
- La periodicità, escono sempre a Natale, sono entrati a far parte degli eventi della tradizione del periodo natalizio.
- La musica!! Nella colonna sonora solo le hit più ascoltate e scaricate! Solo gli ultimissimi successi! Le musiche infatti sono l’ultimo tocco, vengono scelte e messe appunto non più di un mese prima dell’uscita nelle sale.
- La partecipazioni di personaggi noti, spesso proprio nei panni di se stessi (Esempio: Megan Gale, Moss...) che suscitano una certa curiosità.
- Bellone facili e seminude che piacciono sempre tanto agli uomini.
- E poi fanno ridere…dai, ammettiamolo! Con la parolaccia o senza fanno ridere!

Quando guardo “Vacanze di Natale ‘95”, io vedo Luke Perry (che porca miseria non ricordavo così bono! Ma come facevo a preferire Jason Presley(Brandon) a lui!!), e mi ricordo di BeverlyHills 90210, vedo gli stivaletti con i lacci di Marta che sono identici a quelli che avevo e che amavo tantissimo, sento le canzoni dei Take That e mi ricordo di quando avevo i loro poster in camera, e di quanto ci sono rimasta male quando il gruppo si è sciolto…temevo di non poter più vedere Robbie…fortunatamente…
Pur nella sua incredibile stupidità e volgarità questo film mi ricorda milioni di cose!!

Assodato che sono film ripetitivi, insulsi, banali, volgari….però sotto sotto…riguardati a distanza di tempo….ti accorgi che citano fra le righe problemi, mode, personaggi che ci hanno condizionato nell’anno in questione, tanto quanto condizionano i personaggi del film e questo li rende, -per quanto le loro imprese superino l’assurdo e per quanto siano assurdi loro stessi -, più vicini a noi!
Non abbiamo protagonisti della scena due strafichi che compiono chissà quale nobile progetto….ma due italiani medi che tentano di sopravvivere alle vacanze di Natale.

Sarà perché mi sento più buona, sarà perché non ho ancora speso 7 euro per “Natale a Miami”, ma non mi va di denigrare troppo questo tipo di film…. non ve lo consiglio, ma non lo sconsiglio neanche…libero arbitrio.

16 dicembre 2005

SABRINA

Questa volta parliamo di un romanticissimo classico, con gli attori più noti e affascinati della Hollywood anni 50’: Humphrey Bogart, Audrey Hepburn e William Holden.

Sabrina (Audrey Hepburn) è da sempre innamorata di David Larrebee(William Holden), secondogenito di una delle famiglie più ricche di Long Island, peccato che lei sia solo la semplice e umile figlia dell’autista dei Larrabee, e che David non la prenda minimamente in considerazione, prediligendo le formose biondine dell’alta società.

Ha una tattica ben precisa per conquistarle, durante le feste organizzate nella maestosa villa di famiglia: scelta la ragazza, prima la invita a ballare, poi le propone di allontanarsi verso il capanno del tennis, intanto lui chiede all’orchestra di suonare una canzone particolarmente romantica, prende una bottiglia di champagne, infila due bicchieri nelle tasche dei pantaloni, e raggiunge la sua preda…e lì non si sa cosa succede di preciso e fino a che punto si spingono…

Per Sabrina, innamorata cotta, vedere David con un’altra donna è sempre un dolore enorme, ha dovuto persino accettare di vederlo convolare a nozze per tre volte, ma vistasi tradita e ignorata da lui per l’ennesima volta, tenta il suicidio. Viene salvata per puro caso dal fratello maggiore di David, Linus (Humphrey Bogart), che in quanto a carattere è l’esatto opposto del fratello.
David, piacione, dongiovanni, vanitoso, perditempo.
Linus serio, posato, preciso, dedito al lavoro.

Il mattino seguente, Sabrina parte, suo padre la manda a Parigi per un corso di cucina di due anni, ma la cucina importa poco, quel che conta e che dimentichi David!!
Ma non c’è niente da fare, parte innamorata e ritorna ancora più determinata nel conquistarlo!
Le cose sembrano mettersi bene, David è rapito dalla, ora, sofisticata Sabrina (sembra sia impossibile per gli americani non ritornare da Parigi più chic, luogo comune che resiste tuttora).
Ma la famiglia non approva questa ennesima infatuazione di David, anche perché è tutto pronto per le sue quarte nozze, che porteranno nuove entrate e minor spese all’azienda di famiglia.

Linus, ormai conosce bene i movimenti del fratello, la vecchia tattica del capanno del tennis, lo champagne, i bicchieri in tasca…già! I bicchieri! Facendo il finto tonto, lo spinge a sedersi su una sedia, i bicchieri si rompono…e con il sederino trafitto dai pezzi di vetro, David deve rinunciare alla serata con Sabrina.
Linus va nel capanno al posto del fratello, per avvisare Sabrina che David non verrà, ma non si limita a una fredda e sintetica comunicazione…fra i due sembra proprio scoccare la scintilla!

David, sempre per colpa dei bicchieri, è costretto a una lunga convalescenza, chiede al fratello maggiore di far divertire Sabrina al suo posto, e Linus non se lo fa ripete due volte.
Durante le loro uscite, lei continua imperterrita a parlare di David, e lui, fingendosi affascinato, cerca di rispedirla in Francia con la scusa di un viaggio insieme alla volta di Parigi.
Ma a furia di frequentarsi qualcosa cambia, Linus non è più sicuro di fingere l’innamoramento, e Sabrina non è più sicura di amare David, che a sua volta inizia a perdere interesse…insomma alla fine la verità verrà a galla, ognuno avrà fatto chiarezza sui suoi sentimenti….e vivranno felici e contenti!

Audrey Hepburn, ha iniziato alla grande la sua carriera! Il suo approdo al cinema l’ha vista subito protagonista di fortunate commedie di successo che sono riuscite a toccare gli animi della gente e hanno lasciato una traccia indelebile nella storia del cinema.
Il suo primo film, “Vacanze Romane”, resta un’icona della “dolce vita”, una delle commedie romantiche più belle di tutti i tempi, che le ha persino permesso di vincere un Oscar per l’interpretazione della principessa Anna.
Per il film successivo, avevano pensato di affiancarla a Cary Grant, che resterà uno dei suoi migliori amici per sempre, fu lui a presentarle il suo futuro marito, che sposò pochi mesi dopo le riprese del suo secondo film, “Sabrina” per l’appunto.
Ma Grant, due settimane prima delle riprese mollò tutto.
Fu così che contattarono Humphrey Bogart, che si mostrò da subito entusiasta, dopo tanti ruoli drammatici, di cimentarsi per la prima volta in una commedia.
La combinazione dei personaggi si rivelò vincente!
“Sabrina” conquistò il pubblico…e un Oscar per i costumi di scena! Non a caso Audrey venne consacrata come star di prima grandezza ma soprattutto eletta icona di bellezza ed eleganza.
L’Oscar andò alla stilista Edith Head, che realizzo solo l’abito per la “Sabrina ragazzina”, un abitino semplice a fiori, ma in realtà il successo del look di Sabrina si deve a Hubert De Givenchy, che sotto richiesta della stessa Hepburn, disegno gli splendidi e sexy abiti della “Sabrina ritornata da Parigi”. Eppure, il povero Hubert, non solo non vinse l’Oscar, ma non è nemmeno presente nei titoli!!
Ma la Hepburn gli fu sempre grata, fra i due si mantenne nel tempo un legame indissolubile.

Bene, ho finito di spettegolare…ritorno al film.
La storia, oggi come oggi, non risulta essere una delle più originali, siamo super abituati a commedie romantiche con quelle che vengono definite “moderne cenerentole”, ne abbiamo viste in tutte le salse!
In questo film, proprio quando dovrebbe trapelare fra le righe l’inaspettato amore nato fra i due protagonisti, quando si dovrebbe toccare l’apice del romanticismo…viene girato tutto in maniera troppo frettolosa!!! Non hai neanche il tempo di sospirare e pensare “Ma perché non si mettono insiem…” che è finito il film e sono lì che si abbracciano!
Ma infondo è un film degli anni 50’, erano altri tempi, non posso essere troppo cattiva…e poi quel bianco e nero rende tutto più magico!

Come al solito do il mio consiglio o sconsiglio finale…
Piacerà sicuramente a chi è single…soprattutto se per scelta degli altri! E agli incurabili romantici!
Visto che recuperare un po’ di romanticismo non farebbe male a nessuno, guardatevelo tutti, nessuno escluso! Si…pure tu…mio caro macho-man!! Prendi esempio da quel figo di Bogart!

13 dicembre 2005

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Ero molto indecisa se proporvi questo film o no…soprattutto perché penso a chi leggerà questo articolo in ufficio, spararsi un horror-thriller di prima mattina non è proprio il massimo dalla vita!
E quindi come al mio solito con qualche battutaccia qua e là cercherò di stemperare il clima…ma non vi assicuro niente, oggi non è che mi senta proprio Miss Simpatia, anzi ci sono un paio di persone a cui spaccherei la faccia volentieri…forse è per questo che mi è venuto in mente un film del genere…

Il Silenzio degli Innocenti, The Silence of the Lambs (il silenzio degli agnelli) il titolo originale, e già come inizio è abbastanza inquietante, cosa vuol dire?

E no! Sarebbe troppo comodo dirvelo già ora. Andiamo per gradi.

L’America trema a causa di uno psicopatico soprannominato Buffalo Bill, che sequestra giovani donne in carne e le restituisce scuoiate con in bocca un lepidottero “testa di morto”.
L’FBI deve intervenire al più presto prima che altre giovani ed innocenti vittime perdano la vita.
Jack Crawford, agente dell’FBI incarica una giovane allieva dell’Accademia, Clarice Starling (Jodie Forest), di mettersi in contatto con il dott Hannibal Lecter (Anthony Hopkins), uno psichiatra con l’ hobby del cannibalismo, rinchiuso in un manicomio criminale di massimo isolamento.
Tra i due riesce ad instaurarsi il dialogo, basato sul reciproco scambio di informazioni: Hannibal svela dei dettagli su Buffalo Bill e Clarice è costretta a parlare di se.
Attraverso questi dialoghi scopriamo che Buffalo Bill sta cercando di trasformarsi in una donna, e vistosi rifiutare da ogni centro di chirurgia plastica per via dei suoi gravi problemi psichici, sta ovviando il problema costruendosi un travestimento da donna con la pelle delle poverine che rapisce. Le sceglie grasse per avere più pelle a disposizione e perché dopo un periodo di digiuno diventa più facile scuoiarle. Il lepidottero che lascia in bocca alle sue vittime vuol dire proprio questo….trasformazione!
Di Clarice, veniamo a conoscenza della sua infanzia difficile, orfana di madre, perde a 10anni anche il padre, un poliziotto, che rimane ucciso in una sparatoria. La piccola viene allora affidata a degli zii e si ritrova a vivere in un rench da dove scappa via a 12anni.


“Cosa ti ha spinto? A che ora sei partita?” chiede il dott Lecter.
“Presto era ancora buio” risponde vaga Clarice.
“Poi, qualcosa ti ha svegliato, vero? Era un sogno? Cos’era?”
“Era uno strano rumore…”
“Cos’era?!!”
“Un grido…una specie di grido…come la voce di un bambino.”
“E che hai fatto?”
“Sono andata di sotto….fuori…mi sono avvicinata praticamente alla stalla…avevo tanta paura a guardare dentro…ma dovevo!”
“E che hai visto Clarice?”
“Gli agnelli stavano urlando”
“Stavano macellando gli agnellini?”
“Urlavano come pazzi”
“E sei corsa via?”
“No, prima ho tentato di liberarli, ho aperto il cancello del loro recinto, ma non scappavano…rimanevano lì, confusi, non scappavano!”
“Ma tu potevi e lo hai fatto…”
“Si, ne presi uno e scappai via.”


Ma Clarice, non riuscì a salvare nemmeno quell’agnello, era solo una bambina, non riuscì ad andare troppo lontano, la ritrovarono subito. Per punizione venne sbattuta in un orfanotrofio. E il suo agnello venne macellato. Ancora adesso si sveglia nel cuore della notte sentendo quei lamenti, forse riuscire a catturare Bill, farà tacere gli agnelli nei suoi incubi, povere vittime innocenti che urlano disperate.

La missione di Clarice si complica, Buffalo Bill ha rapito la figlia di una Senatrice.
Il tempo stringe, Clarice, d’accordo con i propri superiori, fa un patto con Lecter: se le sue informazioni porteranno alla cattura dello psicopatico, verrà trasferito dalla cella del manicomio e godrà del beneficio di una vacanza su un’isola ogni mese. Il dott Lecter accetta, sa bene chi è l’assasino, è un certo Jamie Gamb.
Ma prima di farne il nome, viene trasferito nella nuova sede, e qui compie una sanguinosa, cannibalica ed ingegnosa evasione. Anche senza l’aiuto di Lecter, Clarice però non demorde, non può farlo! Ormai è sulle tracce di Gamb, scova il suo nascondiglio, e tutta sola riesce a salvare la figlia della Senatrice ed a impedire per sempre che quel bastardo faccia altro male. Il giorno del suo ingresso ufficiale nell'FBI riceve una telefonata: il dottor Lecter, ormai lontano, le parla e la saluta, mentre si prepara ad uccidere il direttore del manicomio criminale dov'era detenuto….non l’aveva mai potuto sopportare…

Questo film ha vinto, nel 1991, cinque Oscar:
MIGLIOR FILM,
MIGLIOR REGIA,
MIGLIOR ATTORE ANTHONY HOPKINS,
MIGLIOR ATTRICE JODIE FOSTER,
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE.
Posso io, misera donnina italiana, mettermi a criticarlo??
Potrei...ma non trova niente da contestare.
Premi strameritati!

Se avete voglia di farvela un po’ sotto, questo film è abbastanza efficace.
Sembra assurdo ma a far paura ed impressione più di tutto…dei cadaveri, del sangue…è il primo piano di Anthony Hopkins!! Provare per credere!

FOTO: non vi propongo la solita locandina, ma una parodia. La riconoscete? È la maialina dei Muppets, ed il titolo tradotto sarebbe “Il silenzio dei Prosciutti”!
Se come titolo non vi è nuovo…avete ragione! Negli USA è stato girato nel ’93 un film parodia di questo, intitolato proprio così...sceneggiato,diretto ed interpretato dal nostro Ezio Greggio. Ma non è granché, canale5 qualche volta l’ha messo in onda.

12 dicembre 2005

CHOCOLAT

C’era una volta,
un piccolo villaggio francese in cui gli abitanti credevano nella tranquillità.
Se vivevi in questo paese, sapevi cosa gli altri si aspettassero da te…e se lo dimenticavi c’era chi te lo ricordava. In questo villaggio se vedevi qualcosa che non dovevi vedere, imparavi a guardare dall’atra parte. Se le tue speranza erano andate deluse, imparavi a non chiederti perché.
Finché un vento del Nord iniziò a soffiare da quella parte….


Ed ecco avanzare faticosamente, lottando contro il vento, due donne, madre e figlia avvolte entrambe in vistossissimi rossi mantelli. Sono le nuove abitanti, nonché le nuove pasticcere del villaggio.
Ad accoglierle(si fa per dire!) la loro nuova padrona di casa(Judi Dench), una donna anziana, divenuta burbera a furia di doversi difendere dalle chiacchiere del paese e dai rimproveri della figlia (Carrie-Anne Moss), tutto questo perché ha un carattere forte che l’ha sempre spinta ad essere controcorrente, cosa impensabile nella piccola comunità, dove si è anche fin troppo ligi e rigorosi nel rispettare le regole morali dettate dalla Chiesa.
Ma la Chiesa, qui, ha un supervisore d’eccezione, il Conte Reynaud (Frank Molina), sindaco e signore da generazioni del villaggio, che mantiene l’ordine minacciando con l’inferno i suoi paesani ed obbligandoli ad una rigida osservanza, proibendo loro ogni minimo piacere.
Persino dei miseri cioccolatini.
Ambiente difficile, dunque, per aprire una Cioccolateria….tanto più visto che siamo durante la Quaresima, periodo che deve essere di digiuno ed astinenza.
Inizia la lotta fra morale e amorale, fra il Conte e Vianne Rocher (Juliette Binoche).

Ma Vianne non è tipo da mollare facilmente. Riesce a crearsi un gruppo d’amici e fedeli clienti grazie alla sua dolcezza, ed al talento nell’indovinare i gusti e risolvere i problemi della gente:

- Un uomo anziano che gira sempre accompagnato dal suo cagnolino, è innamorato di una vedova, ma per rispetto del suo lutto non si fa avanti. Ma il marito della donna è morto nel 1917 nella prima guerra mondiale!! Ed ora sono nel 1959!! Quanto deve durare ancora sto’ lutto??? Regalandole delle deliziose conchiglie di cioccolato finalmente rompe ogni indugio.
- Una donna finalmente riaccende la passione di suo marito con tronchetti di cioccolato.
- Una giovane donna picchiata (Lena Olin) dal marito, non potendo scappare e dire niente a nessuno, trovava una valvola di sfogo nella cleptomania finché non conosce Vianne che le da affetto, il coraggio di scappare e le insegna a preparare deliziosi cioccolatini assumendola come sua assistente.
- L’anziana padrona di casa (Judi Dench), finalmente a con chi chiacchierare liberamente e un luogo dove incontrare il nipotino, che la figlia (Carrie-Anne Moss) gli aveva proibito di avvicinare, perché la ritiene una donna sconveniente, incapace di dare il buon esempio. Ma per il nipotino è il massimo stare con la nonna, con la quale sente d’avere molto in comune.

Un bel giorno soffia il vento caldo del Sud, ed approda un battello sulla costa.
I cittadini vogliono che quei “topi di fogna” se ne vadano, e il Conte propone un mandato contro l’immoralità: nessuno deve rivolgergli la parola, ospitarli o nutrirli.
Naturalmente, Vienne, che è così libera di pensiero ed amorevole con la gente, ignora il mandato ed istaura una bella “amicizia” con l’affascinante, simpatico e bellissimo Roux(Johnny Depp)
Che invidiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!

E poi…poi..succedono un sacco d’altre cose….guardatevi il film!
Ve lo consiglio! È una splendida favola, con i buoni, i cattivi, e il lieto fine.

Il cast è dei migliori, un applauso speciale per i protagonisti Juliette Binoche, Johnny Depp, Judi Dench e Frank Molina.
La regia, notamente lenta, di Lasse Hallström, stavolta non incide sul film e non so se di questo devo ringraziare di più gli attori o lo sceneggiatore Robert Nelson Jacobs.
Il tocco di novità e positività che portano le persone libere come Vienne e Roux in un paese reso grigio dal rigore bigotto è sottolineato dai colori accessi dei loro vestiti, dai loro volti luminosi e come non notare le guanciottone rosse della Binoche!

Sembra quasi che questo film si schieri contro la religione, perché da un lato abbiamo i fedeli praticanti ed ottusi, dall’altra chi non pratica ed è felice e libero, ma alla fine, credo che più che una guerra contro la religione, il film ci voglia dire “La vita è breve, godetevela prendendone il meglio!”. Meglio morire, dopo una festa a base di cioccolato che in un letto all’ospizio.

Sconsiglio questo film solo a chi è allergico alla cioccolata o è a dieta….e difficile dopo aver visto il film non aver voglia di arraffare un po’ di cioccolatini, quelli che magari teniamo nascosti in credenza per offrirli ad eventuali ospiti….io conosco persino qualcuno che dopo aver visto il film ha mollato gli studi ed ha aperto una Cioccolateria!
Idea grandioooosa!
È fallita dopo due mesi.
Ha ripreso gli studi, in attesa che un nuovo film di Depp gli dia una nuova ispirazione commerciale.
La Cioccolateria l’ha messa in affitto, ora è un bar come tanti.
Ma questa è un’altra storia….

09 dicembre 2005

PROVA A PRENDERMI

Prova a prendermi...se ci riesci!
Questa sarebbe la traduzione letteraria del titolo originale, "Catch Me If You Can", da noi abbreviato in un comunque efficace "Prova a Prendermi".

Il film non è fra i miei preferiti, un anno fa, ho avuto l'occasione di comprare a prezzo stracciato il dvd edizione speciale doppio disco, l'ho visto appena due volte.
L’ho comprato spinta dalla curiosità, era stato così tanto pubblicizzato ed apprezzato dai critici, ad interpretato due validi attori come Tom Hanks e Leonardo DiCaprio per la regia di Steven Spielberg, ho pensato ne valesse la pena.

La storia, fatta eccezione per qualche passaggio, è quella vera di Frank Abbagnale, interpretato da DiCaprio, un ragazzo di 17 anni che alla fine degli anni 60’ spacciandosi a suo piacimento per un pilota d'aereo, un dottore, un avvocato, senza aver neanche finito la scuola superiore, ha girato il mondo e rubato allo Stato con assegni falsi diversi milioni di dollari.
A dargli la caccia, con la determinazione di Zenigata contro Lupin, ma con l’intelligenza di Ginko contro Diabolik, è Tom Hanks nei panni di Carl agente dell’FBI.
Non vi svelo il finale, perché il film andrà in onda su canale5, alle 21, mercoledì 14. E quindi non vorrei rovinare la sorpresa a chi progettava già di vederselo stando beatamente spaparanzato sul divano.

Su Tom Hank c’è poco da dire…è sempre impeccabile! Non sbaglia mai un ruolo.
DiCaprio invece spesso si sopravvaluta, in The Aviator non si poteva guardare!! Io non so che faccia abbia avuto questo Howard Hughes, ma di certo non doveva assomigliargli per niente!!
Ed anche in Gangs of New York…quando è un povero ragazzo in cerca di vendetta, forse potrebbe anche andare (ma non mi piace!), assolutamente no quando fa il leader….voi seguireste in lotta uno così?? Mhà…
Per questo ruolo da seduttore-truffatore, va bene. È il film più indovinato che abbia fatto negli ultimi anni.

Non aspettatevi un film effervescente, dinamico, colorato, dove il ladro è l’eroe vincente.
Le immagini sono grige, Frank è triste e solo, avrà girato mezzo mondo, collezionato flirt e preso un sacco di soldi, ma non ha nessuno che lo ami davvero accanto. È un ragazzino che gioca con il mondo per non pensare ai problemi della sua famiglia. Può farvi sorridere per la sua faccia tosta e per qualche gaffe ma accenni d’ ilarità arrivano più dal personaggio di Tom Hanks, che è un uomo come tanti che fa il suo lavoro con dedizione.
Da notare Christopher Walken che interpreta il padre di Frank, e la partecipazione di Jennifer Garner.

Ascoltate attentamente la colonna sonora, che è la parte migliore del film, propone dei bellissimi pezzi dell’epoca, come "Come Fly with me" di Frank Sinatra , ma soprattutto fate attenzione al motivo della sigla iniziale, che è già un cult, (persino i Simpson ne hanno fatto una parodia in uno dei nuovi episodi) caratterizza il film e rende molto bene l’idea dello svolgimento delle azioni.

Lo consiglio a chi ama i due attori protagonisti e i film degli anni 50’- 60’.



Il Trailer di Catch me if You Can

08 dicembre 2005

UNA SETTIMANA DA DIO

Questa si che è una commedia!!!
Jim Carrey è straordinario! Nessuno ha un mimica e un'espressività come la sua!
Jennifer Aniston in questo film è bellissima, dolce e simpatica più che mai!
Morgan Freeman perfetto!

Bruce Nolan è un inviato televisivo di talento dotato di molta ironia, a cui purtroppo vengono sempre affidati servizi leggeri, sagre e record culinari…così ha la simpatia della gente, ma non riuscirà mai a occupare il tanto ambito posto di ancoreman! Che gli ruberà proprio il più antipatico della sua redazione! Da qui la sua rabbia lo porterà a una serie di sciagurati eventi fino a imprecare contro Dio (Morgan Freeman) che gli darà una lezione affidandogli per una settimana i suoi poteri divini.
Dopo lo stordimento iniziale, ci prende gusto, pensa solo a se stesso e a raggiungere il successo, divertendosi a usare i suoi poteri in modo pazzesco ed esilarante.
Ma, alla fine, il successo senza l’amore di Grace (Jennifer Aniston) non lo rende felice, capisce tutti i suoi sbagli e chiede a Dio di riprendersi i suoi poteri.
Torna così alla solita vita…alla sua amata solita vita.
Aveva già tutto quello che desiderava ma non se ne era reso conto accecato dall’invidia.

Protagonista assoluto della scena Jim Carrey….e meno male!!!
Senza di lui il film non sarebbe stato lo stesso!! Immaginatevi al suo posto qualsiasi altro attore….magari uno di quei nuovi “talenti” della comicità americana che fanno davvero pena…Carrey è ineguagliabile! E Spuuuumeeeegggiaaanteee!!
In questo film rivedo il Jim Carrey conosciuto e tanto amato in “The Mask”, anche la storia è simile: un poveraccio, finalmente, grazie ai miracolosi super poteri di una maschera si prende la sua rivincita sulla vita e sugli sbruffoni, per poi capire che si può vivere ed essere amati anche senza essere “super”.
Mi diverte la sua ecletticità, la sua perfezione nell’essere comico e drammatico, un talento giusto per la commedia.
Perché una vera commedia è così, un equilibrato susseguirsi di momenti di comicità da sbellicarsi, poi malinconia e riflessione.

Oltre all’elogio di una vita semplice e onesta, anche se un po’ sfigata, in questo caso abbiamo pure una riflessione da catechismo: ammettendo che Dio esiste, non è semplice il suo lavoro, ed è comprensibile che a volte non ci ascolti, ma non per questo bisogna perdere la fede. Un messaggio che potrà essere di conforto per i credenti, che non troveranno il film irriverente.

Il film ha avuto un enorme successo al botteghino, ma è stato giudicato con sufficienza dalla critica...che, non capisco perchè, deve sempre sparare a zero su i film che divertono ed elogiare fino alla nausea certe rotture di...
Io ve lo consiglio assolutamente!!! Va benissimo per tutti di tutte le età!!

Il film è andato in onda in prima tv su canale5, mercoledì 7.

Il titolo originale del film è "Bruce Almighty" ....è più carino e divertente il nostro in italiano!

06 dicembre 2005

IN LINEA CON L' ASSASSINO - PHONE BOOTH

Il film inizia con un melodicissimo coro ghospel ed immagini dalla spazio….
“Cavolo ma che film ho preso??!!”
E invece no, era quello giusto.
In un men che non si dica dallo spazio ci si ritrova nella frenetica New York a far di calcolo su quanti cellulari e quante cabine usano gli americani e i turisti.
Dati che non sorprendono, ormai abbiamo tutti un cellulare a testa!
Alcuni anche più di uno…te li buttano addosso per soli nove euro con tutte queste mega offerte…e devo dire che da questo punto di vista siamo un po’ più fortunati degli americani: noi già rischiamo l'esaurimento nervoso nell’inseguire le tariffe più convenienti che ci propngono le nostre 4 compagnie telefoniche, a New York non so come proprio come fanno con 50 gestori e quindi 50 tariffe diverse da scegliere! Per carità!!!

Ma fra tutti i newyorkesi, c’è ne uno che fa un uso del telefono straordinario, è Stu Shepard, con due telefonini e milioni di bugie guadagna benissimo facendo il pubblicitario-agente…meglio press-agent, suona meglio, vero?
È un tipo figo, veste italiano, riesce sempre ad ottenere quello che vuole e sa come levarsi dagli impicci.
Ha un assistente in gamba che non paga ma sfrutta più che può.
Ha una bella moglie, Kelly, che tradisce con l’ingenua e giovanissima Pam che ignora che lui sia sposato.
Ma è un tradimento più di pensiero che di fatto.
Lui è ancora nella fase di corteggiamento, cerca di guadagnarsi la fiducia dell’aspirante attrice mentendo e facendogli false promesse, ogni giorno, sempre dalla stessa cabina telefonica. Dal cellulare non può, sua moglie potrebbe controllare i tabulati delle chiamate….mica scemo…

Come ogni giorno, va alla solita cabina, dal nulla spunta un fattorino con una pizza già pagata per lui, lo caccia via in malo modo, è diffidente, e poi ha fretta di telefonare a Pam.
Solita conversazione fra due che sono quasi innamorati: lui promette mari e monti, lei fa la gattina morta…del resto ad interpretare Pam è Katie Holmes che è specializzata in questi ruoli, non c’è neanche bisogno che si sforza perché è proprio così anche nella vita.

Finita la telefonata, sta per allontanarsi ma squilla il telefono, non sa resistere, risponde….ed inizia il panico!

Resta inchiodato alla cabina per tutto il film minacciato da un maniaco che si sente in diritto di uccidere chi è crudele verso i suoi simili.
Dice di aver fatto altre vittime, un magnate del porno ed un azionista.
Ma perché ora se la prende con Stu Shepard??
Ci sono persone peggiori a questo mondo.

Colin Farrell nel ruolo del protagonista è fantastico!
Regge la scena alla perfezione, mi ha emozionato tantissimo, persino commossa!
I suoi occhi sono molto espressivi e quando li guardi riesci a capire perfettamente lo stato d’animo del personaggio e quindi a vivere il film. Il ragazzo è proprio un grande attore.
Ed i complimenti vanno anche alla regia di Joel Shumacher, anche se non amo molto lo schermo diviso, e le immagini sovrapposte.

La cosa che più mi ha colpito è stata l'esagerazione della polizia! 3000 poliziotti tutti con il fucile spianato verso quel pover uomo!! Manco fosse Bin Laden!! A proposito...qualcuno sa dov'è??

Vi consiglio questo film, va bene per tutti: c’è sentimento, thriller, azione, giallo, psicologia…e non ci sono immagini troppo violente.
Buona visione!

03 dicembre 2005

I DIARI DELLA MOTOCICLETTA

“Non è questo il racconto di gesta impressionanti. È un segmento di due vite, raccontato nel momento in cui hanno percorso, insieme, un determinato tratto, con la stessa identità di aspirazioni e sogni.”
Così inizia a si conclude il film. Così descrive molto onestamente lo stesso Ernesto Guevara de la Serna i suoi Diari della Motocicletta (1952).

Non aspettatevi colpi di scena, non aspettatevi dialoghi politici infuocati, non aspettatevi appassionate storie d’amore, non aspettatevi sguardi languidi che chiedono la vostra pietà.

È solo un viaggio di due amici.

“Il Piano:Percorrere 8 mila km in 4 mesi.
Metodo: l'improvvisazione.
Obbiettivo:esplorare il continente SudAmericano conosciuto finora soltanto attraverso i libri.
Veicolo: la Poderosa, una Norton 500 del ’39 che cade a pezzi.
Pilota: Alberto Granado, il mio Alberto, Mial, amico di generosa corporatura, 29 anni, biochimico.
Autoproclamatosi scienziato errante
Sogno del pilota: concludere il viaggio entro il suo trentesimo compleanno
Copilota: il sottoscritto,Ernesto Guevara de la Serna, El Fuser, 23 anni, laureando in medicina (3esami per finire), studi sulla lebbra, patito di rugby ed occasionalmente asmatico.
Cose che ci accomunano:inquietudine, grandi ideali, un insaziabile amore per i viaggi”

L’avevano sognato per dieci anni e finalmente il 4 Gennaio partono da Buenos Aires alla volta della Patagonia, del Cile e “poi a nord lungo le Ande fino a Machu Picchu e poi al lebbrosario di SanPablo nell'Amazzonia peruviana. Destinazione finale la penisola di Guaira in Venezuela.”

Ma il piano subirà delle modifiche, i nostri eroi ci impiegheranno sette mesi e non quattro!
Il loro mezzo, la Poderosa, dopo aver dato loro non poche difficoltà ed incidenti non sopravvive ad un ennesimo scontro con una mucca ferma in mezzo alla strada, dal Cile in poi sono costretti a proseguire a piedi avvantaggiandosi di qualche passaggio fortuito.

Ed è proprio quando iniziano a viaggiare a piedi che scoprono davvero le realtà dei paesi in cui giungono. Popoli indigeni che vivono da estranei nelle loro terre, subendo ingiustizie e perseguitazioni politiche.

Tutto questo viene raccontato dalle testimonianze della gente che dialogano con i due ragazzi e non con immagini dure e penose.
E questo credo sia il limite ma anche il pregio di questo film.
È un limite perché nel pubblico non scatta immediato un sentimento di solidarietà e di immedesimazione, non si coglie subito l’indignazione dei due studenti.
Ma è anche un pregio perché permette al film di scorrere piacevolmente senza sbalzi emozionali e restando nello spirito di un viaggio di due giovani amici.

La prima volta che l’ho visto, mi ha un tantino delusa, proprio per questo.
Guardavo il film nell’attesa che succedesse qualcosa, un evento drammatico, un incontro incredibile, una donna per Ernesto che finalmente ci sta….non so…aspettavo qualcosa…il famoso colpo di scena che c’è in tutti i film e nei romanzi. Ma non avviene. I toni restano pacati. Non vi farà mai piangere, ma sorridere si. È rilassante.

Ieri sera ho guardato questo film, e mi ha fatto sbellicare dalle risate!
L’ho visto in lingua originale…l’attore che interpreta Alberto Granado ha una voce buffissima!!!
Come posso rendere l’idea…..è un misto fra Giacomo (di Aldo, Giacomo e Giovanni) e Speedy Gonzales!! Lui è il personaggio che anima un po’ la scena.

Il cast mi piace molto, tecnicamente ho da ridire solo sulle riprese notturne, si nota vistosamente che sono elaborate in digitale.

Un’altra cosa che mi dispiace è che quel bel ragazzo di Gael Garcia Bernal è poco più di un metro e cinquanta!
In questo film non si nota molto, ma in “The King”, suo ultimo film attualmente nelle sale…..si, e tantissimo!

E'un film che vi consiglio soprattutto se vi piacciono i viaggi e l’America latina.
Lo sconsiglio a chi ha la fobia delle malattie, e come ne sente una si sente tutti i sintomi addosso.

Ma alla fine di questa storia, cosa ne è stato dei nostri eroi??
Questo quello che ci riferiscono:
“Passarono otto anni prima che i due si incontrassero di nuovo.
Nel 1960, Granado accettò l’invito a trasferirsi a Cuba per lavorare come ricercatore. L’invito veniva dal suo vecchio amico Fuser che nel frattempo era diventato il comandante Che Guevara, uno dei più influenti e carismatici leader della rivoluzione cubana.
Ernesto Che Guevara andò a lottare per i suoi ideali in Congo e in Bolivia, dove fu catturato dall’esercito regolare e con il beneficio della CIA, assassinato nell’Ottobre del 1967.
Alberto Granado, sempre fedele al suo amico Fuser, rimase a Cuba, dove fondò la “Escuela de Medicina de Santiago”. Oggi vive all’avana, con sua moglie Delia, i suoi tre figli e i suoi nipoti.”

Nella foto, l'uomo anziano è il vero Alberto Granado.